Prato alla scoperta di Filippo Lippi
crop_originalOpere d'arte

Storie di S. Stefano e S. Giovanni Battista di Filippo Lippi

Il ciclo pittorico del duomo di Prato

Prato

Nella Cappella Maggiore della Pieve di Santo Stefano, ovvero il Duomo di Prato, si ha uno dei più grandi capolavori del Rinascimento: il ciclo pittorico di affreschi di Filippo Lippi su Le Storie dei Santi Stefano e Giovanni Battista. Affrescate tra il 1452 e il 1465, in quel secolo sono un testo di riferimento fondamentale per i grandi maestri fiorentini per le straordinarie qualità pittoriche e la monumentalità dell'insieme. Il ciclo pittorico raffigura le storie di Santo Stefano, patrono della città e titolare della chiesa, e San Giovanni Battista, Santo legato alla funzione battesimale della pieve.

 

Nella volta della cappella si hanno i quattro monumentali Evangelisti: San Matteo, San Marco, San Luca e San Giovanni. La parete di sinistra è dedicata a Santo Stefano: nella lunetta abbiamo Santo Stefano viene sostituito dal diavolo dopo la nascita, Santo Stefano viene affidati ak vescovo San Giuliano e Santo Stefano salvato da una cerva. Nella fascia mediana: Commiato di Santo Stefano dal vescovo Giuliano, Santo Stefano libera un indemoniato e Predica Santo Stefano. Nella fascia inferiore: Celebrazione delle Reliquie di Santo Stefano e una parte della Lapidazione. Sualla parete di destra il protagonista è San Giovanni Battista. Nella lunetta abbiamo la Nascita del Battista e l'Imposizione del nome. Nella fascia mediana: Commiato di San Giovannino dai genitori, San Giovanni Battista riceve la croce dall'angelo, San Giovanni Battista benedicente inizia il suo  magistero e Predicazione di San Giovanni Battista. Nella fascia inferiore: Salomè riceve la testa del Battista, Banchetto di Erode e danza di Salomè, Salomè porge a Erodiade la testa del Battista e  Decapitazione. 

 

Il tutto con una tecnica raffinata in cui vengono impiegate grandi quantità di oro e blu di lapislazzuli, di ispirazione alla tradizione tardo-gotica. Gli episodi sono costruiti con grande rigore prospettico e con grande capacità ritrattistica utilizzando le fisionomie per esprimere i molteplici sentimenti dei personaggi.

 

 

 

 

 


 

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