Basilica di San Lorenzo, Firenze
location_cityArchitetture

San Lorenzo e Santo Spirito, Firenze

Sono chiese dove si avverte una componente razionale e laica, una scansione misurata, che predominano sul precedente senso corale, religioso, collettivistico

Firenze

"Nel ricostruire le basiliche di S. Lorenzo e di S. Spirito, Brunelleschi proponeva il suo nuovo tipo di chiesa, accentuatamente classicheggiante, irrorata dalla luce per una netta evidenza architettonica (e non misticamente penombrata come in precedenza), assolutamente regolare e simmetrica nelle rispondenze, nella continua partitura. Sono chiese dove si avverte una componente razionale e laica, una scansione misurata, che predominano sul precedente senso corale, religioso, collettivistico" (L. Berti).

I primi progetti per S. Spirito sono del 1428. Brunelleschi concepisce l'idea di ribaltare l'orientamento della chiesa in modo da avere la facciata su una grande piazza affacciata sull'Arno, a conferma della sua costante volontà di assumere come fondamentale il rapporto architettura-città. L'idea non fu realizzata per l'opposizione di varie famiglie rappresentante nella commissione che doveva approvare il progetto, le quali possedevano case e fondi nell'area interessata tra la chiesa e il fiume.

Il vano maggiore della Sacrestia Vecchia e della Cappella Pazzi hanno la stessa misura (circa 20 braccia di lato). In S. Lorenzo e in S. Spirito la larghezza delle chiesa è quasi la stessa, a conferma che per Brunelleschi le strutture, in qualsiasi spazio e condizione di pongano, si realizzano come modulo riassuntivo di tutto lo spazio. Ma nel S. Spirito, che lo stesso Brunelleschi considerava più corrispondente alle sue idee, la navata centrale è esattamente il doppio di quelle laterali, rapporto che in S. Lorenzo è molto approssimato.

Tutte le misure pIani metriche di S. Spirito si deducono da una sola: il lato della campata minore (esattamente li braccia). Brunelleschi tenta di risolvere la massima complessità in ripetizione di elementi uguali come riferimento di un organismo unico, il totale. Mediante un controllo proporzionale della dimensione vuole realizzare il concetto di molteplicità nell'unità. L'articolazione degli spazi, che nel S. Lorenzo era affidata a lesene e colonne di diversa altezza, qui è affidata a colonne tutte uguali. Gli spazi laterali non sono più distinti e prospetticamente graduali, ma sono direttamente immessi e articolati sugli archi della nave maggiore. In tutta la pianta viene eliminata ogni muratura rettilinea e attraverso la continuità di concavità e convessità delle cappelle perimetrali in serie ininterrotta viene negata la possibilità di valutare lo spessore del muro esterno in modo che la materia non si Imponga come consistenza materiale (spessore ecc.) ma come articolazione di entità di definizione spaziale. Ancora, l'invenzione-definizione del muro di chiusura risolve come identità il rapporto interno-esterno in quanto le cappelle dovevano rimanere in vista all'esterno. Il ripetersi dello stesso modulo lungo tutto il perimetro realizza il concetto brunelleschiano di circolarità. Circolarità che dal generale si ripercuote ovunque, nel muro perimetrale, nelle navate cupolate, nei fusti delle colonne, nei modini, nelle sagome delle finestre ecc. Si noti che le coperture dei bracci della navata centrale dovevano essere voltati a botte, raccordandosi alla cupola.

 

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