San Giovanni Fuorcivitas
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San Giovanni Fuorcivitas

La storia della Chiesa “strisce bianche e verdi” nel cuore del centro cittadino

Pistoia

Come suggerisce lo stesso nome, la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas è collocata fuori dal nucleo originario della città di Pistoia, che nel Medioevo corrispondeva alla prima cerchia muraria. Molti ritengono che da principio il sito fosse occupato da una chiesa costruita dai Longobardi, che una volta convertiti al cattolicesimo vollero dar prova della loro fede dedicando al santo apostolo un nuovo luogo di culto. All’inizio del XII secolo si procedette comunque alla costruzione di un nuovo edificio. Vennero iniziati i lavori che si protrassero fino al XIV secolo a causa dei successivi ampliamenti, portando San Giovanni al suo aspetto attuale. La chiesa, costruita secondo i canoni dell’architettura romanica, si presenta come un complesso riccamente decorato da marmi dicromi. Il lato nord, considerato la facciata della chiesa, è caratterizzato da arcate cieche e da due ordini di loggette: al centro l’arco e l’architrave scolpita dal maestro Gruamonte che raffigurò le scene dell’Ultima Cena. Questa facciata è coperta da lunghe linee orizzontali bianche e verdi, in marmo binaco e serpentino di Prato, che costituiscono la parte più caratteristica delle decorazioni esterne della chiesa e che possono essere ricondotte alla scuola pisana. Il chiostro di San Giovanni Fuorcivitas, è costituito su due lati da elementi in pietra e cotto, con ornamento di maioliche. Durante il Trecento S. Giovanni si arricchì dei lavori dei migliori artisti del tempo: Fra' Guglielmo da Pisa che scolpì i rilievi del pulpito con le Storie di Cristo e della Vergine, impreziosite da paste vitree policrome e da rifiniture cromatiche, Giovanni Pisano che lavorò molto probabilmente all’acquasantiera marmorea posto al centro della navata, Taddeo Gaddi che dipinse il polittico con la Madonna in Trono tra i santi Jacopo, Giovanni Evangelista, Pietro e Giovanni Battista. Inoltre la chiesa di San Giovanni è arricchita dai capolavori di Luca Della Robbia, in particolare da un gruppo in terracotta invetriata bianca che rappresenta la Visitazione, oggi in una nicchia del fianco settentrionale. Da ricordare poi un raro Crocifisso ligneo del Duecento , opera di un anonimo intagliatore dell’Italia centrale e oggetto di un recente restauro.

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