Villa Medicea - Quaracchi
Quartieri, strade e piazze

Quaracchi, una borgo sorto tra le paludi

Il patrimonio architettonico e artistico di un secolare insediamento nel territorio dell’Osmannoro

Firenze
La borgata di Quaracchi, che si sviluppa tra la via di Brozzi e la via Pratese  ha origini antichissime, tanto che se ne trova menzione già in epoca carolingia. Il toponimo deriva dalla denominazione latina “Ad claras aquas”, rimandando agli specchi d’acqua e alle paludi che ricoprivano l’area dell’Osmannoro, tra l’Arno e i primi contrafforti delle Calvana.

La chiesa più importante del borgo è quella di San Pietro, nell’omonima via che attraversa il Fosso Macinante. La chiesa ebbe il patronato di importanti famiglie fiorentine e nel Cinquecento venne affidata all’Ordine dei Cavalieri di Malta. Ristrutturata più volte a partire dal Settecento San Pietro subì gravi danni durante la Seconda Guerra Mondiale e venne ricostruita nel 1962 dall’architetto Marcello Peruzzi, che volle riportarla al disegno originario: di particolare interesse il portico cinquecentesco, e la navata con volta a botte affrescata; sulla parete di sinistra si può ammirare l’affresco di Sant’Antonio Abate in trono e santi del 1428, opera di Bicci di Lorenzo.

Quaracchi è anche sede di una delle più belle ville rinascimentali della zona: si tratta della villa Rucellai “lo Specchio”, in via San Bonaventura, progettata probabilmente da Leon Battista Alberti, oggi sede della facoltà di Agraria dell’Univeristà degli Studi di Firenze. La costruzione, che risale al XV secolo è costruita secondo i canoni dell’architettura signorile del tempo: dotata di doppio chiostro, essa si apriva su un giardino rinascimentale in cui venivano utilizzati elementi architettonici carichi di simboli e messaggi allegorici di ispirazione mitologica derivanti dai rinnovati ideali dell’epoca.
Scrive Franco Cardini descrivendo questo sontuoso giardino di cui oggi rimane solo una fila di alberi lungo via di Brozzi:“Niente manca più la giardino rinascimentale, ripresa di quello antico e risultato dell’incontro tra esso e la lunga tradizione medievale: Il vivaio di alberi che gira intorno alla cinta murata, il ruscello, la pergola, il prato con le piante di bosso intagliate secondo le norme della romana ars topiaria, gli alberi da frutto, i roseti, una loggia dall’alto dalla quale il giardino può essere goduto al suo interno.”

Qui visse Giovanni Rucellai, grande mercante, umanista e scrittore legato alla famiglia Medici, autore dello Zibaldone in cui raccolse le memorie delle più importanti “imprese edificatorie2 della sua vita. Dal 1877 al 1969 la villa fu sede del Collegio di San Bonaventura, conosciuti come gli “editori di Quaracchi”, un’istituzione religiosa e culturale di livello internazionale, che si è occupata della pubblicazione degli autori francescani e dell’Archivium Franciscanum Historicum, una delle più importanti riviste di storia francescana del mondo.

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