Pontormo, Visitazione
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Pontormo, Visitazione

Il sublime? Pontormo lo raggiunge con la Visitazione di Carmignano E’ la terza prova dopo due versioni precedenti sullo stesso tema

Piazza SS Annunziata,

La Visitazione, opera di maggior pregio della chiesa di S. Michele a Carmignano, pochi lo sanno, è il risultato di un disegno critico. E la terza prova dopo due precedenti eseguite tra il 1514 e il 1516 sullo stesso tema tipico dell’iconografia cristiana: la visita di Maria, in attesa di Gesù, alla cugina Elisabetta incinta di Giovanni Battista. L’opera, una tavola dipinta ad olio tra il 1528 e il 1530 su commissione della famiglia Pinadori, una delle più ammirevoli testimonianze del primo manierismo fiorentino, è conservata nel secondo altare di destra della pieve di San Michele. I colori cangianti che variano in una alternanza di rossi, verdi e grigi, le forme allungate, le prospettive incrociate degli sguardi delle quattro donne, l’influenza della pittura tedesca del Durer, rendono questa raffigurazione davvero emblematica dello spirito di un epoca artistica di passaggio dal classicismo all’anticlassicismo. Ma prima di arrivare a un simile risultato, Pontormo ha messo in atto un articolato lavoro di rimaneggiamento che rivela la sua eterna ricerca di un ideale di bello e di sublime.  La prima raffigurazione è quella eseguita per la decorazione del Carro della Moneta, di proprietà della corporazione della Zecca, che andava in processione il giorno di festa di S.Giovanni, che ritrae l’abbraccio delle due donne sole ed è oggi custodita a Palazzo Vecchio di Firenze.  La Visitazione della chiesa di SS. Annunziata a Firenze rappresenta invece il secondo tentativo di Pontormo di raffigurare l’incontro tra le due madri. L’affresco presenta le due donne con il capo coperto dal velo e una Elisabetta prostrata davanti alla madre di Gesù. Entrambe le raffigurazioni sono un concentrato di tratti classicisti come l’armonia delle figure e delle forme insieme all’uso di colori morbidi.  Dopo queste due esperienze, l’artista decide di ricominciare tutto e reinventa una nuova formula iconografica, dando vita all’ultima Visitazione, quella di Carmignano appunto, segno e risultato del percorso originale compiuto dall’artista

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