San Jacopo, vestizione

Pistoia: pellegrini e innamorati per il culto di San Jacopo

Lo sviluppo della rete ospitaliera nel pistoiese e le curiosità legate alla festa del santo patrono

Nel 1144 viene istituito a Pistoia il culto del patrono San Jacopo, ufficializzando un tradizione secolare riconosciuta non solo dai pistoiesi, ma anche dai pellegrini che attraversavano la Toscana per dirigersi verso i luoghi santi. Si può dire infatti che Pistoia costituisse quasi una tappa obbligata per coloro che si muovevano lungo la Francigena essendo collegata a Fucecchio dal passo del San Baronto e con Bologna dal passo della Collina (Via Francesca della Sambuca).

Il culto del santo fece la fortuna di molti ospedali presenti sul Montalbano tra i quali vanno ricordati, oltre a quello del San Baronto costruito intorno al 1000, quello di San’Antonio tra Papiano e Porciano e la Pieve di Casalguidi nella Piana Pistoiese. In città, oltre all’ospedale di San Jacopo fatto costruire dal vescovo Atto patrocinatore del culto dell’apostolo, si trovava anche la chiesa di Sant’Jacopo in Castellare, costruita in una zona elevata della città, a ridosso delle mura che proteggevano Pistoia dalle invasioni dei barbari.

Grazie alle presenza della reliquia del santo donata dal vescovo Diego Gemirez e allo splendido altare argenteo dedicato al santo (da ricordare che nel 1293 l'altare fu depredato da Vanni Fucci e dai suoi compagni durante una notte del carnevale) il Duomo di Pistoia vide la presenza costante dei pellegrini, che venivano a chiedere protezione per il viaggio che li avrebbe portati a Compostela. Oltre alle direttrici che guardavano al Montalbano e alla Montagna Pistoiese fin dalla metà del XII secolo si sviluppò un flusso di viandanti dalla Valdinievole, che giungeva in città presso la chiesa di San Pietro in Strada. A Serravalle esisteva una grande mansio “La Maggiora” pronta ad accogliere i jacquaires, ovvero i seguaci di San Jacopo, da cui deriva il toponimo Giaccherino attribuito ad una collinetta presente sempre della stessa zona.

A Pistoia, nel corso del XIII secolo la festa di San Jacopo (25 luglio) era diventata un appuntamento molto atteso dai pistoiesi, che amavano celebrare il loro santo per diversi giorni. I giochi e il mercato venivano accompagnati da un clima di euforia generale in cui il sacro e il profano si mescolavano dando vita anche a situazioni curiose e talvolta equivoche. Scrive Federico Gori sulla rivista “Microstoria” (N° 1 giugno 1999): “Le sere d’estate si sa, hanno un’atmosfera tutta particolare e i ragazzi e le ragazze non erano certo insensibili a tutto questo... ma dove appartarsi in città? Ebbene, il problema veniva risolto in un modo curioso, tanto che le autorità si dovettero organizzare per far fronte ad un fenomeno diffuso e alquanto imbarazzante. Nel 1296 fu infatti istituito uno speciale corpo di guardia per impedire ai giovani pistoiesi di far l’amore nella cattedrale durante le tumultuose notti della festa del patrono, e pensate che occorrevano ben dieci uomini per tale servizio di vigilanza.”