Micco

Pistoia città degli orsi?

Perché il feroce animale è rappresentato nel blasone della città di Cino

Lo stemma di Pistoia rappresenta un grande scudo scaccato, sormontato dalla corona della città e sostenuto da due orsi, coperti da un mantello color rosso e argento. L’apposizione dell’effige dei due animali sul blasone cittadino risale alle metà del XIV secolo quando Pistoia si liberò dall’assedio del ghibellino Giovanni Visconti grazie all’aiuto di Firenze. L’operazione di immagine fu con tutta probabilità dettata dalla necessità di contrapporre un animale riconducibile al territorio pistoiese all’invadente Marzocco fiorentino, il martocus o piccolo Marte, rappresentato dal leone che sorregge lo scudo gigliato della Repubblica. Una guerra di simboli tra una città in decadenza e una potenza emergente, destinata a concludersi con il prevalere dell’iconografia fiorentina, come suggerisce il bel leoncino rappresentato da Cecchino di Giorgio sul pozzo della Sala nel cuore del centro storico di Pistoia. Se l’orso poteva rappresentare un animale tanto temibile quanto il leone, non è certo che alla metà del 1300 qualcuno di questi animali si aggirasse ancora sulle montagne pistoiesi. In particolare alcuni storici pistoiesi hanno voluto collegare la presenza del grande mammifero alla Valle dell’Orsigna, una buia e fitta foresta nel cuore degli Appennini a confini tra Pistoia e l’Emilia. In realtà l’etimologia del toponimo è molto controversa: se nei diplomi imperiali di Arrigo VI (1191) e di Federico II (1220) si parlava di Valle Ursina, chiamata così per la presenza degli orsi, per alcuni filologi l'etimo deriva dalla nobile famiglia degli Orsini che qui avrebbe avuto dei possedimenti. Si parla anche di una mitica Principessa Orsina che avrebbe abitato in un castello dove oggi sorge la borgata di Orsigna. Molto cauta anche l’interpretazione dei naturalisti, come il medico veterinario Paolo Cavicchio, amministratore del giardino zoologico di Pistoia, che in un’intervista a Microstoria ha dichiarato: “L’orso è il simbolo araldico di Pistoia, nato probabilmente per imitazione del Marzocco fiorentino, e come il ‘piccolo marte’, animale fiero, possente, carnivoro. Forse qualche orso girava ancora sulle montagne in quell’epoca, anche se è presumibile che sia stata la tradizione orale a perpetuarne la memoria nel Medioevo.” Nel corso dei secoli i pistoiesi hanno tolto all’orso, chiamato familiarmente “micco”, molti dei connotati che lo avevano fatto assurgere a simbolo della loro città: da animale feroce e selvaggio temuto da tutti coloro che si fossero addentrati nei boschi a sinonimo di sciocco e credulone. “Restare come un micco”, significa rimanere di stucco, fare la figura del cretino. Strano destino per l’animale che invece doveva incutere timore agli avversari della città.