Piazza Santa Maria delle Carceri, Prato
Quartieri, strade e piazze

Piazza Santa Maria delle Carceri, Prato

Cornice dei monumenti più belli della città

Prato
La piazza prende il nome dall'omonima Basilica che vi si affaccia. Secondo la leggenda fu realizzata in seguito alla visione di un bambino il quale il 6 luglio 1484 vide animarsi l'immagine di una Madonna dipinta sulla parete delle carceri pubbliche di Prato. Così, Lorenzo de’Medici,  dette l'incarico a Giuliano da Sangallo di realizzare in quel luogo una basilica, ispirandosi alla Cappella dei Pazzi di Filippo Brunelleschi.

I lavori di edificazione si collocano tra il 1486 e il 1508 ed il risultato é in perfetta linea con i canoni rinascimentali di ricerca delle proporzioni. Esternamente si presenta con una pura struttura a quattro bracci sormontati da una cupola ed é rivestita da una bicromia di marmi tipica dell'architettura locale. Il campanile fu realizzato nel 1777-1780 da Giuseppe Valentini.

L'interno stupisce per la centralità nell'intero contesto e per la luminosità delle  quattro vetrate realizzate nel 1491 su disegno di Domenico Ghirlandaio. Da notare il fregio a festoni e stemmi in maiolica bianca e azzurra della bottega di Andrea Della Robbia posto sulla trabeazione ed il raffinato altare maggiore in marmo bianco di Sangallo.
Sotto la sacrestia sono presenti alcuni locali seminterrati dell'antico carcere, oggi inglobati nell'edificio neocinquecentesco della canonica.

La basilica è posizionata a lato del Castello dell'Imperatore, la più importante testimonianza architettonica dei secoli XI°-XIII° presente nella città, che incarna la perfetta fusione tra la forma e la funzione militare. La sua costruzione fu iniziata nel 1248 per merito dell'architetto pugliese Riccardo da Lentini su commissione dell'Imperatore Federico II di Svevia, nell'ambito di un progetto finalizzato a porre sotto controllo militare le principali vie di comunicazione che dal sud del paese portavano in Germania.
L'edificio è a pianta quadrata con otto torri ed è coronato da dei particolari merli ghibellini a coda di rondine. L'ingresso principale è arricchito da elementi decorativi realizzati con fasce di marmo verdi e bianche e da due leoni scolpiti ai lati della porta.
L'interno, prima dei restauri del 1975, era occupato da costruzioni moderne; il castello fu, infatti, per lungo tempo adibito a carcere.

La piazza ospita diversi locali e ristoranti molto frequentati dai pratesi.

Prato
Dal Medioevo all'avanguardia in una città da scoprire
Una città che non mancherà di stupire gli amanti delle destinazioni meno inflazionate è Prato. In molti infatti, anche a causa di come il luogo viene spesso presentato sulla stampa, si stupiranno, visitandolo, di scoprire un centro storico elegante e ben conservato, all’altezza dei nuclei medievali di tante delle più note città toscane. ...
Approfondiscikeyboard_backspace