crop_originalOpere d'arte

Nicola Pisano, Pulpito per il Duomo di Siena

Questo pulpito di Nicola Pisano fu realizzato tra il 1265 e il 1268 per il Duomo di Siena

Piazza del Duomo, 8

In esso troviamo diverse varianti stilistiche rispetto al pulpito di Pisa, che fanno pensare ad una più attiva collaborazione sia del figlio Giovanni sia di Arnolfo di Cambio. In particolare il pulpito appare meno classicheggiante ma più gotico. La differenza tra "classico" e "gotico", in questo caso come in molti casi analoghi, riguarda la perdita di compostezza a favore di una accentuazione espressionistica delle azioni e delle figure. In pratica l’artista cerca non più la sola armonia formale, ma vuole comunicare l’intensità di un sentimento di partecipazione dolorosa: quel sentimento che definiamo "pathos", ovvero partecipare, commovendosi, al dolore altrui. I termini "classico" e "gotico" sono sempre stati considerati antitetici: il primo esprime la visione apollinea di una bellezza che si dà senza altro aggiungere; la seconda esprime il gusto nordico di una deformazione, fino al grottesco, che accentui il sentimento di sofferenza o dolore. Questa componente stilistica di matrice gotica viene in genere definita "patetismo gotico". Ed è ciò che troviamo in questo pulpito di Siena, così come nelle opere successive di Giovanni Pisano. Non è da dimenticare, del resto, che questo pulpito viene realizzato per una città, quale Siena, nella quale il gusto gotico era sicuramente più accentuato che in altre città toscane, o italiane in genere. Confrontiamo la "Natività" di questo pulpito senese con quella che compare sul pulpito di Pisa. Il programma iconografico è del tutto identico, ma diverso è il risultato stilistico. Nel caso del pulpito di Pisa le scena si presenta più chiara, con un senso di ordine e di armonia ben precisa. Nel pulpito di Siena la scena è più confusa, ma sicuramente più complessa e virtuosistica: le figure hanno riempito ogni spazio libero, presentandosi con una maggiore varietà di pose, di gesti e di espressioni. Il pulpito è più complesso anche per la sua struttura architettonica, non più a sei ma a otto lati. La divisione tra i pannelli non è più segnata da colonnine ma da altre statue, che danno al pulpito un aspetto figurativo più continuo e non interrotto da cornici. Tutto ciò fa ritenere che in realtà l’evoluzione dal semplice al complesso abbia di fatto portato quasi spontaneamente Nicola Pisano e i suoi collaboratori verso esiti più in linea con il gusto gotico che allora si diffonde in tutta Europa

Siena
La città dove ogni pietra è rimasta immutata nei secoli
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