Reliquiario di San Sisto
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Museo del Tesoro di Santa Maria, Impruneta

Il museo custodisce un patrimonio inestimabile di oreficeria: vasi, candelieri, reliquiari

Piazza Buondelmonti 28

Il Museo del Tesoro dell'Impruneta ha sede nei locali attigui alla chiesa di Santa Maria, un'antica pieve sulle cui origini non abbiamo dati certi ma probabilmente già esistente prima del Mille. Le origini della chiesa sono legate alla leggenda del miracoloso ritrovamento di una effige della Vergine, di cui troviamo la prima nota scritta nei Capitoli redatti nel 1375 dal pievano Stefano Buondelmonti e che si trova illustrata in un bassorilievo in marmo del secolo XV, che costituiva il paliotto dell'altare della Madonna e attualmente è custodito nel Museo del Tesoro. La leggenda narra, dunque, che in tempi molto antichi gli abitanti dell'Impruneta decisero di costruire un tempietto dedicato alla Vergine, ma ci si trovò di fronte ad un evento miracoloso: le mura che venivano innalzate durante il giorno si disfacevano durante la notte. Evidentemente la Madonna non gradiva quel posto e allora venne deciso di affidare la scelta del luogo al giudizio divino. Venne preparato un carro colmo di materiale edilizio e ad esso furono aggiogati due buoi che, lasciati liberi di vagare per la campagna, ad un certo punto si fermarono e si inginocchiarono indicando il posto più adatto per erigere il tempio. Nello scavare le fondamenta della chiesa affiorò una tavola che raffigurava l'immagine della Vergine: un'effige dipinta, secondo la leggenda, da San Luca, portata dall'Oriente in Toscana da San Romolo, poi vescovo di Fiesole, e sotterrata perché si salvasse dalle persecuzioni contro i cristiani. Questa antica tradizione è fondamentale per comprendere a pieno il significato che ha assunto nei secoli il santuario dell'Impruneta.
Le prime notizie certe sulla pieve risalgono al secolo XI, epoca in cui, sulla scia della ripresa economica ed edilizia, l'edificio più antico (di cui non sono rimaste tracce) venne sostituito da una costruzione più grande. Su una lapide in pietra serena murata vicino all'ingresso della chiesa è incisa la data della sua consacrazione, avvenuta nel gennaio del 1060, ad opera di Umberto di Silva Candida, legato di papa Niccolò II. I patroni della nuova chiesa erano i Buondelmonti, grossi feudatari della Val di Greve e della Val di Pesa, che se ne considerarono da sempre i fondatori e mantennero il loro legame con la pieve fino all'estinzione della famiglia nel secolo XVIII. Alcuni resti venuti alla luce durante i restauri del dopoguerra, hanno permesso di determinare la pianta e le dimensioni dell'antico edificio romanico che, molto più piccolo della chiesa attuale, era diviso in tre navate, aveva tre absidi semicircolari e una cripta sotterranea.
Intorno alla metà del secolo XIV, in concomitanza con la crisi economica e con la peste nera del 1348 si rafforzò la particolare devozione nei confronti della Madonna e l'antico culto locale nei confronti dell'immagine custodita in Santa Maria all'Impruneta varcò i confini del piviere per giungere fino a Firenze. Fu allora che la pieve si trasformò definitivamente in santuario e di conseguenza venne ricostruita ex novo per renderla idonea a raccogliere il gran numero di fedeli che vi si recava in pellegrinaggio. La nuova chiesa gotica fu modellata sull'esempio degli edifici conventual, con un'unica ampia navata, e tale assetto trecentesco, nonostante i numerosi interventi dei secoli successivi, le distruzioni e i restauri, è quello che si presenta attualmente.
Importanti modifiche architettoniche, dopo alcune decine di anni dalla nuova edificazione, avvennero per opera di Monsignor Antonio degli Agli, studioso e umanista, pievano della chiesa di Santa Maria dal 1439 al 1477 e poi nominato vescovo di Fiesole e di Volterra. Tutti gli interventi quattrocenteschi lo videro protagonista: fece costruire un secondo chiostro e due tempietti gemelli all'interno, realizzati da Michelozzo e decorati da Luca Della Robbia, e fece erigere una cinta muraria di difesa che circondava il complesso, rendendolo una fortezza inespugnabile. La costruzione dell'abside poligonale e delle due cappelle ai lati del transetto sono dovuti invece alla volontà di Andrea Buondelmonti, committente nel secolo XVI di oggetti di grande pregio artistico.
Il tesoro della chiesa si arricchì notevolmente durante il secolo XVII e la circostanza determinante fu la solenne processione con cui nel maggio 1633 l'icona della Madonna dell'Impruneta fu portata a Firenze per chiedere la fine della pestilenza che dal 1630 infuriava in città. A breve distanza di tempo da questo evento il contagio cessò, il miracolo invocato pareva essersi verificato e la fervente riconoscenza dei fedeli si manifestò con una grande quantità di offerte e doni votivi, anche di gran valore. Subito dopo furono avviati nuovi interventi architettonici esterni all'edificio: nel 1634, ad opera dell'architetto Gherardo Silvani fu eretto il porticato che ancora oggi adorna la facciata.
Un'altra traslazione della Madonna miracolosa a Firenze avvenne nel 1711, questa volta per volontà del granduca Cosimo III, che chiedeva l'intervento divino per la guarigione del figlio Ferdinando. Questo non sopravvisse alla malattia, nonostante la spettacolare processione che si snodò per le strade del centro cittadino e che significò per il santuario dell'Impruneta nuovi ricchissimi doni.
Una nuova e radicale trasformazione della chiesa avvenne nel 1714 per volonta del pievano Giovan Battista Casotti e per opera dell'architetto Alessandro Saller, che ristrutturò l'interno prendendo a modello la basilica della SS. Annunziata di Firenze; un intervento architettonico sostanziale, ma quasi totalmente cancellato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il successivo restauro, sia per l'impossibilità di recuperare la maggior parte dell'apparato barocco sia per assecondare il gusto dominante dell'epoca, ha scelto di ripristinare la chiesa (che nel 1925 è stata elevata a basilica) nell'assetto tardo rinascimentale.

Museo del Tesoro di Santa Maria
Piazza Buondelmonti 28 - Impruneta
Telefono: 055 2313729 (Pro Loc

Impruneta
Sulle tracce della storia e delle tradizioni
Già abitata in epoca etrusca e romana, durante il Medioevo Impruneta fu legata alle vicende politiche ed economiche della vicinissima Firenze. Il vero centro propulsore della comunità imprunetina fu la Pieve di S. Maria, fondata nel 1060, che divenne in poco tempo un importante santuario mariano. ...
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