Cantiere d'arte Giuliano Mauri
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Museo all’aperto di Luicciana

Il Museo all’aperto di Luicciana nasce nel 1983 grazie alla collaborazione della Pro Loco e dell’ormai estinto Ce.P.A.C., centro promozionale artistico di Prato, ai quale dette forza e realizzazione l’amministrazione comunale che intese dare subito credit

Cantagallo

Il nucleo originario è ancora oggi individuabile nella sua posizione originale, sulla facciata della sede della Misericordia. Sono i tre affreschi su intonaco misto a polvere di marmo, la quale ha contribuito alla loro conservazione, incassati nelle edicole che mimano le dimensione e l’uso di una finestra.

La realizzazione degli affreschi ebbe subito largo consenso tra le istituzioni e gli abitanti della frazione, che vedevano nell’incremento della collezione la doppia possibilità di conservare un patrimonio pubblico rilevante e dall’altra parte di poter riappropriarsi di una identità sopravvissuta a stento ai pesanti bombardamenti che finirono per radere al suolo completamente questo ed altri borghi della Valle del Bisenzio, colpevoli solamente di abitare sul nervoso confine che la Linea Gotica delimitava. Nel settembre del 1984, al momento dell’inaugurazione pubblica del Museo all’aperto, la collezione contava già quaranta opere sparse su tutto l’abitato, pensate appositamente - oggi si direbbe site specific – per il borgo e la sua gente, i suoi mestieri, la sua terra, la sua vita.
Gli scopi iniziali intendevano favorire una riqualificazione del panorama culturale e naturalistico dell’alta valle del Bisenzio, scorgendo nell’ambizioso progetto la nascita di una meritevole porta d’ingresso per la riserva naturale dell’Acquerino-Cantagallo per il turista ed un patrimonio didattico-culturale caratteristico per la popolazione che vi abita. L’entusiasmo crebbe con l’accrescersi del numero delle opere, delle quali alcune portavano la firma di grandi maestri come Sebastian-Matta, Frank Burattin, Fertonani, Berti, Bonnefoit ed altri.
Naturalmente la realizzazione portò alcune plausibili difficoltà ai curatori, al tempo, Roberta Chiti per l’assessorato alla cultura del comune di Cantagallo e Roberto Palma come presidente del Ce.P.A.C. e direttore artistico dell’iniziativa, che si trovarono di fronte dapprima alla portata economica e gestionale d’un certo spessore che un tale progetto porta per una frazione decisamente limitrofa e fuori da certi circuiti culturali, alle contestazioni di alcuni abitanti e membri del consiglio comunale, che comunque restarono isolate e per le quali nacque una locale polemica poi svanita facilmente.
L’incremento del numero di opere ebbe corso quasi naturale negli immediati anni seguenti con il consueto premio Trofeo S. Michele per il quale annualmente pervenivano opere di artisti locali in concorso, oggi esposte all’interno del palazzo comunale. Il numero delle opere è rimasto praticamente invariato fino al 1999 quando il comune decise di risistemare un museo che ormai presentava i segni del tempo. Roberto Palma ne curò il restauro che portò ad un rinnovato interesse per l’ampliamento della collezione, subito intrapreso con l’installazione di una ventina di nuove opere nel 2000 tra pitture, sculture ed installazioni.
Quale documento storico testimoniante un determinato periodo di incubazione di quello che sarebbe poi stata la grande arte pubblica, questo vero e proprio museo all’aperto, spazio espositivo ulteriore profondamente legato al borgo ma non ancora odierno sito ambientale, illustra come l’attenzione artistica abbia voluto un tempo uscire dai luoghi comuni per cercare l’inaspettato dentro la vita. Oggi il museo vuole mantenere la funzione per il quale era nato, proprio laddove estetica ed etica si uniscono, e vive un nuovo periodo dove alle intenzioni originarie si aggiungono le idee e le problematiche del coinvolgimento artistico che il sistema della fruizione dell’arte attuale propone, da una parte, e l’interesse contemporaneo per l’arte pubblica e ambientale che tutta la regione sta vivendo in questi anni.

Per questo la nuova amministrazione, sensibile all’importanza patrimoniale, ma soprattutto culturale e profondamente umana del borgo di Luicciana, ha in progetto un ripristino del Museo all’aperto ricalcando le intenzioni museali appartenenti a quella temperie culturale in cui è nato, ma d’altra parte intende integrare questa parte ormai storica con lo stesso spirito contemporaneo con il quale è nato. Le installazioni che si verranno a depositare in situ sul territorio saranno testimoni della pregnanza, in territorio Toscano, dell’arte pubblica e ambientale; le ultime ricerche rivelano un fitto tessuto artistico ambientale e pubblico sull’intera superficie regionale concorrente a formare una rete di rimandi glocali perfettamente inserita nella tradizione artistica storica. La dialettica che innescano le opere di Giuliano Mauri e Vittorio Corsini sono testimoni di un percorso artistico ormai mutato radicalmente nell’ultimo quarto di secolo, e il Museo all’aperto è qui a ricordarlo.

Cantagallo
Alla scoperta di boschi incontaminati e alberi maestosi
La caratteristica più notevole di Cantagallo è quella di essere un territorio immerso in un panorama di foreste, non prive di tratti incantevoli e a sprazzi dominate da faggete e castagneti, oltre alle classiche conifere e ai tratti boschivi misti, non privi però di esemplari monumentali, come il secolare Faggione di Luogomano – la cui chioma copre l’incredibile superficie di circa 900 metri ...
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