Montelifrè
panoramaPanorami

Montelifrè

In questa particolare zona del senese, rocche e borghi si sono andati sovrapponendo nel tempo a villaggi villanoviani, centri etruschi e pagi romani, e ancora ne celano le tracce

San Giovanni d'Asso
I più antichi ritrovamenti effettuati nella zona (strumenti di culto e di divinazione), risalgono appunto all'epoca in cui le colline selvose erano abitate dai mitici discendenti dei Lidi, la cui lingua ritroviamo nei toponimi locali (Porrona, Tergomeno, Calatine, Percenna, Trequanda, Tordovana, Elatora, Cetinali) e nell'aspirazione della c (quella di cacio per intenderci), che ha conservato nella parlata del luogo il suono sordo della chi etrusca. Tombe arcaiche sono segnalate un po' tutt'intorno a Montelifré: a Belsedere, a Porrona, a S. Stefano a Cennano, la necropoli di Poggio Pinci dista solo qualche chilometro e un antico percorso (oggi facente parte dei sentieri turistici del parco delle crete senesi), partendo da Asciano, la collega al borgo per proseguire in quel fitto reticolo di strade facenti capo alla via Etrusca che da Chiusi portava a Roselle, al mare e, verso sud, alle zone etrusche di Sovana, Sorano e Saturnia, a nord di Vetulonia e Populonia. In epoca romana sorge probabilmente qui, un primo Castrum di difesa, inizialmente una semplice palizzata alla sommità di un colle, che diventerà, nell'Alto Medio Evo, ricovero di viandanti su quella stessa strada attraverso la quale si é andato diffondendo il Cristianesimo da Roma verso il centro e il nord Italia, e che mette in comunicazione gli antichi Baptisteria di Santo Stefano a Cennano (CastelMuzio) e Sant'Andrea in Malcenis (Trequanda), tutt'oggi esistenti e facimente raggiungibili da Montelifrè, così come, proseguendo verso sud, il monastero di Sant'Anna in Camprena e la Pieve di Corsignano (Pienza).

Nel medioevo, MonteRanfredi, dal nome di un possessore franco, si trasforma in un vero e proprio castello, più volte distrutto e ricostruito: sembra che la Rocca sia stata del tutto simile a quella di Montalcino, il cui profilo in distanza le si contrappone. Già feudo dei Cacciaconti di Asciano, nel 1323 Monterifredi è un piccolo Comune rurale, censito nell'Estimo voluto dal Governo dei Nove di Siena, con Chiesa (quella odierna di San Biagio, ricostruita nel 1600), case, poderi, oliviera, fornace, carbonaie, mulini, vigne, oliveti, campi, pascoli, selve, castagneti e massari piccoli proprietarie.
Sono proprio questi e l'ultimo erede dei Cacciaconti, Ildebrandino, nel 1328, a vendere la quasi totalità delle case, piazze e terreni situati in questa Curia ("castrum, fortilitium et palacium" compresi), a Spinello, della famiglia dei Tolomei, mercante di Siena. Gli eredi di questo, dopo il fallimento del Banco di famiglia, venderanno a loro volta, nel 1348, dopo la terribile peste nera, tutti i loro possessi di Monterifredi a Betto di Martinozzo, mercante di Montepulciano.
La famiglia Martinozzi con successivi acquisti, accentrerà nel tempo la proprietà dei beni situati, o limitrofi, a Montelifrè, determinando, nel 1400, la fine dell'istituzione Comunale. Montelifrè seguirà le sorti di questa famiglia, filopontificia, legata prima ai Medici e poi ai Lorena, la rocca verrà distrutta dai senesi nel 1527, sulle rovine delle fortificazioni e sulle case superstiti del borgo, saranno ricostruite, in epoche successive, le abitazioni e gli annessi agricoli, un filatoio per l'industria della seta attivo nel '700/800, una fornace di mattoni attiva sino a fine '800.
Il borgo con terreni e boschi circostanti, è rimasto fino ad oggi proprietà privata della famiglia. L'Azienda Agrituristica con la Chiesa di San Biagio, la Rocca, una torre due/trecentesca inglobata nella villa, riattata nel '700 e abitazione della proprietaria, le case di fattoria, sono circondate da un bosco, di chiara impronta romantica, che si colora di rosso al tempo dei ciclamini e dove è possibile scoprire, tra la folta vegetazione di lecci, carpini e ginepri, i vecchi mulini, le gore, il pelago e i ruderi del Castello distrutto, sepolti sotto il muschio e il pungitopo.

San Giovanni d’Asso
Immerso negli splendidi paesaggi delle Crete Senesi deve la sua fama al tartufo bianco
Il borgo trae origine da un'antica pieve longobarda, sorta agli albori del cristianesimo in Italia, sulla quale viene eretto un castello. La sua opera di edificazione, avvenuta tra il XII ed il VIV secolo, avviene su progetto di Agostino e Agnolo di Ventura. All'inizio del XII secolo il borgo si attesta come feudo del conte Paltonieri di Forteguerra. ...
Approfondiscikeyboard_backspace