Michelino da Besozzo, Sposalizio mistico di Santa Caterina
crop_originalOpere d'arte

Michelino da Besozzo, Sposalizio mistico di S. Caterina

L'opera d'arte è esposta alla Pinacoteca Nazionale di Siena

Via di San Pietro, 29

Santa Caterina da Siena, secondo quanto da lei stessa affermato, si riteneva la sposa di Gesù. Queste nozze, definite mistiche per ovvie ragioni in quanto erano solo di natura spirituale-religiosa, vengono rappresentate in questa tavola di Michelino da Besozzo.
Santa Caterina ha l’aspetto di una principessa fanciulla, inginocchiata a ricevere all’anulare l’anello che il Bambino Gesù le sta infilando. Il Bambino è seduto sulle ginocchia della Madonna, secondo la classica rappresentazione della «Maestà in trono». Ai lati, a far da testimoni a queste nozze, ci sono San Giovanni Battista e Sant’Antonio Abate. In questa tavola di Michelino da Besozzo si ritrovano i tratti stilistici più caratteristici della sua arte pittorica. Da notare soprattutto il lieve ma indiscutibile carattere «patetico» che dà alle figure. Tutta la scena è pervasa, quindi, da un sentimento di umile semplicità, quasi che l’evento coinvolga persone di poverissima condizione. In particolare lo sguardo, non proprio diretto, che si scambiano il Bambino Gesù con la fanciulla che impersona Santa Caterina, è di tale tenerezza da suscitare un sentimento di lieve commozione, giocata tutta sul filo di un intimismo insolito per questo tipo di rappresentazione: nessuna aulica severità o maestosa imponenza, solo una semplice e delicata affettività, non priva di una nota di leggera malinconia.

L’immagine non ha nessuna preoccupazione di tridimensionalità. Il trono sul quale è seduta la Madonna ha lo stesso colore oro, steso in maniera piatta, dello sfondo. Ciò induce qualche incertezza visiva nello staccare i piani sui quali sono collocati le figure. Il chiaroscuro non ha grandi effetti volumetrici, ma serve a creare una sottile vibrazione luminosa delle superfici, più per effetto decorativo che di resa spaziale. Da notare, ad esempio, l’equivoca posizione del braccio destro di Santa Caterina, che rimane quasi un volume indipendente da quello della figura intera. Ma l’interesse di Michelino da Besozzo è concentrato soprattutto sui ritmi lineari, risolti in tante volute di curvature diverse, e sugli accostamenti cromatici tra l’oro, il rosso, l’azzurro, il nero e il rosa degli incarnati. Ne deriva un’immagine che è come un sogno: non sembra vera, ma trasmette una sensazione di qualcosa di fiabesco.

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