Mario Monicelli e Vittorio Gassman sul set de La Grande Guerra
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Mario Monicelli a La Grande Guerra

Il regista viareggino girava nel1959 uno dei capolavori della cinematografia italiana

Viareggio

La Grande Guerra è forse uno dei film italiani più conosciuti a livello internazionale. Interpretato da due mostri sacri della cinematografia italiana, Alberto Sordi e Vittorio Gassman, e diretto dal regista viareggino Mario Monicelli, racconta la storia di due militari, uno romano, l’altro milanese, che vengono inviati al fronte della guerra quindici-diciotto. Tra i due, dopo un’iniziale malinteso, nasce una profonda amicizia. Nelle retrovie, Oreste, il personaggio interpretato da Sordi si fa ripulire il portafoglio dalla prostituta Costantina (Silvana Mangano), mentre Giovanni (Gassman) si distingue tra i compagni per le spacconate. Arrivano i giorni della trincea e delle prime missioni. I due sono incapaci di uccidere un austriaco completamente indifeso, poi un giorno si offrono di portare un messaggio ad un distaccamento. Infuria la battaglia: Oreste e Giovanni trovano riparo in un casolare. Vengono catturati dagli austriaci e sottoposti ad interrogatorio. Giovanni non cede di fronte all’arroganza dell’ufficiale che lo interroga e viene fucilato. Oreste segue l’esempio dell’amico e muore anch’egli da eroe. La storia, come nello stile del toscanissimo Monicelli, è pervasa di un’ironia graffiante, "cattiva", impronta che il regista ha voluto riservare anche ad altri suoi film (Amici Miei): questo espediente serve al regista per togliere ogni velo retorico alla vita di trincea e ai grandi eventi di fronte ai quali i suoi personaggi si ritrovano. Oltre ad essere un grande affresco della Prima Guerra Mondiale, il film, nella migliore tradizione della commedia all’italiana, esalta il secolare spirito di adattamento delle classi popolari, in antitesi all’incompetenza dei comandi. Alla miseria morale della guerra si contrappone l’orgoglio dei singoli, magari "i lavativi", come vengono considerati Oreste e Giovanni, che alla fine si rivelano gli unici veri eroi, riscattandosi nel martirio. La Toscana è rappresentata nel film da alcuni attori come Folco Lulli, che interpreta il ruolo di Bordin e dal soldato che in una stazioncina all’inizio del film dice dopo aver cercato di entrare in un convoglio sovraffollato: "Oh, io per me non ci vengo, sai, torno a casa dalla mi’ mamma!"

Viareggio
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