Luca della Robbia, Madonna del roseto, Museo del Bargello, Firenze
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Luca della Robbia, Madonna del roseto, Museo del Bargello, Firenze

Arcaizzante, nella sua dolce compostezza, anche questa tarda Madonna di Luca: ma il «classicismo medievale» (R. Longhi) si incarna in una viva adesione alla realtà di atti, forme e sentimenti, e non in riprese sottili di sigle linguistiche

Via del Proconsolo, 4

Il ritmo lineare e la aulica semplicità strutturale divengono chiara contemplazione del vero, aliena da sottolineature formalistiche. Luca Della Robbia (Firenze,1400-1481), scultore e ceramista italiano. E stato il primo e forse l'unico artista che è riuscito a portare l'arte della cermica, da arte cosiddetta minore, ad una forma espressiva dai risultati artistici al pari della migliore pittura e scultura. Le sue opere, come le raffinate Madonne, i ritatti sotto forma di busti e le scene sacre, hanno spesso la bellezza e la forza espressiva delle opere contemporanee di altri grandi artisti come Donatello, Verrocchio e Sandro Botticelli. "Luca della Robbiiola scultor fiorentino, il quale s'affaticò ne i marmi lavorando molti anni. Et avendo una maravigliosa pratica nella terra, la quale diligentissimamente lavorava, trovò il modo di invetriare essa terra co 'l fuoco, in una maniera che e' non la potesse offendere né acqua né vento. E riuscitoli tale invenzione, lasciò dopo sé eredi i figliuoli di tal secreto.". Giorgio Vasari. Nel XIII secolo la famiglia Della Robbia si insedia a Firenze. Luca naque nel 1400 a Firenze, da Simone Marco di Vanni, in una casa in via dell'Oriolo, affacciata su via Sant'Egidio, confinante con Santa Maria Nuova. La casa doveva essere piccola, dovendo ospitare anche le famiglie dei due zii di Luca, Filippo e Jacopo. Simone, padre di Luca, la affittò e prese a pigione un edificio più comodo sempre nella stessa zona. Nel 1414 Luca entrò nella bottega di Nanni di Banco, aiutandolo nell'Assunta per la porta della Mandorla presso il Duomo di Firenze. L'anno seguente Luca compì un viaggio con Niccolò Lamberti e Bernardo Ciuffagni a Venezia dove ebbe modo di conoscere le arti del vetro, del mosaico e della terracotta. Dopo la scomparsa del suo maestro Nanni di Banco, si trasferì nella bottega di Donatello dove strise amicizia con Brunelleschi (1421). Nel 1427 apprese da alcuni suoi debitori, fra i quali Bernardo di Bardi, a lavorare l'oro e scoprì l'arte di modellare con la cera. Il 1° settembre del 1432, Luca si immatricolava all'Arte dei Maestri di Pietra e di Legname, diventando, così, uno scultore a tutti gli effetti. La sua prima opera è la Cantoria per il Duomo, eseguita tra il 1432 e il 1435, formata da un parallelepipedo retto da cinque mensole che illustra il Salmo CL con il testo scritto lungo la cornice, dividendo il fronte con due serie sovrapposte di formelle, sei sul parapetto e quattro tra le mensole raffigura in queste scene musicali di canto e di ballo. L'opera dimostra la piena maturità delle qualità artistiche di Luca e può competere con la cantoria analoga del suo maestro Donatello (Donatello si ispirò inevce ai fregi dei sarcofagi romani relizzando una frenetica danza di putti). Il 20 ottobre 1435 nacque Andrea di Marco di Simone Della Robbia, nipote di Luca, destinato ad essere l'erede del patrimonio artistico dello zio. Tra il 1437 e il 1438 realizzò le cinque formelle sulle Arti Liberali per il campanile del Duomo fiorentino. In quegli anni porta sempre avanti gli esperimenti sulla ceramica invetriata riuscendo ad ottenere un primo ottimo risultato nel ciborio in marmo, bronzo e terracotta oggi alla Chiesa di Santa Maria a Peretola. Con la maiolica ivetriata riuscì a creare sculture policrome di eccezionale brillantezza e resistenza nel tempo. Grazie all'inattaccabilità rispetto agli agenti atmosferici, divenne il materiale ideale per opere esposte all'esterno, come tabernacoli, lunette di portali eccetera. I colori utilizzabili sono pochi, blu per il fondo, bianco o avorio per le figure e a volte verde o giallo nei festoni, anche se questo limite ben si sposava con l'ideale di semplice essenzialità rinascimentale. Le sue creazioni ebbero un immediato, enorme successo, tanto che dal 1439 Luca abbandonò definitivamente la scultura per dedicarsi esclusivamente alla ceramica e appena una anno dopo entrò sotto la protezione dei Medici, in particolare di Piero de' Medici, detto il Gottoso, padre di Lorenzo il Magnifico, che gli commissionò molte opere, soprattutto di arte sacra. Tra il 1442 e il 1445 lavorò alla decorazione della cappella dei Pazzi in Santa Croce accanto a Filippo Brunelleschi, con i tondi degli Apostoli e le due lunette, con Resurrezione e Ascensione, questa realizzata tra il 1446 e il 1451. Sempre di quegli anni è la Visitazione della chiesa di San Giovanni Fuoricivitas a Pistoia. A Prato lavorò con Giuliano da SanGallo nella decorazione della chiesa di Santa Maria delle Carceri. Tra il 1445 e il 1469, in collaborazione con Michelozzo e Maso di Bartolomeo, realizzò la porta bronzea della sagrestia del Duomo fiorentino, aggiungendo poi una lunetta in maiolica sopra la porta e, in seguito, una seconda lunetta anche per l'altra sagrestia simmetrica. Il 31 agosto 1446, Luca Della Robbia e suo fratello Marco di Simone Della Robbia, comprano una casa in via Guelfa, in una zona di orti e campi, proprio ai margini dell’abitato (per paura degli incendi) "posta nel popolo di San Lorenzo, nel gonfalone del Lione ad Oro, nella via Ghuelfa da San Barnaba". Rimarrà sede della produzione robbiana per tre generazioni. Fu demolita alla metà dell'Ottocento per ingrandire via Santa Caterina, oggi via Nazionale e durante la demolizione furono rinvenuti i resti della fornace. Nel 1448 alla morte del fratello Simone con il quale aveva convissuto, Luca adottò i sei figli del fratello tra i quali Andrea. A partire del 1450 Andrea entrò sotto l'influenza dello zio Luca. Ma nel 1470 i due litigarono per motivi d'interesse e Luca decide di cambiare testamento, a favore di Simone. Andrea, nel frattempo, aveva avviato una produzione di tipo industriale, ricavando notevoli vantaggi economici personali, superiori a quelli di Luca. Tra il 1454 e il 1457 realizzò il monumento funebre del vescovo Federighi, in marmo e terracotta invetriata. Tra il 1461 e il 1466, partecipò alla decorazione della cappella del Cardinale del Portogallo alla basilica di San Miniato, in collaborazione con Andrea: i due realizzarono i cinque tondi del soffitto con al centro lo Spirito Santo, circondato dalle quattro Virtù cardinali. Il 20 febbraio 1481 Luca Della Robbia morì di mal di renella aggravato. Dopo tre giorni venne sepolto in San Pier Maggiore, chiesa demolita nel 1783

Firenze
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