Lo scalpellino
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Lo scalpellino

Umberto Dondolini e la sua passione per la scultura

Monte Amiata

Umberto Dondolini è un omino piccolo piccolo. Per vivere fa il muratore, ma la sua arte è un'altra, la scultura. All'ultima festa d'autunno aveva messo in mostra i suoi prodotti insieme agli altri artigiani della zona: vasi, mole, macigni scolpiti, tutte cose scavate nella pietra abbadenga con santa pazienza e da lui istoriate con le figure dell'abbazia o della sconsacrata chiesa di sant'Angelo o con i grifoni di santa Croce. Li va a guardare e poi li scolpisce a memoria, stilizzandoli, trasformandoli in pure linee, con un lavoro di rifinitura degno di un orefice. Ha cominciato un bel po' di anni fa, quando era un bambino. Allora gli uomini della Monte Amiata, la compagnia mineraria, scavavano pietre per costruire le case. Lui li spiava e guardava dove nascondevano gli attrezzi, una volta usati. Li recuperava e cominciava a scalpellare, poi riponeva tutto in ordine. "Ho imparato come Giotto mentre pascolava le pecore", dice orgoglioso.
Da allora, ha sempre accompagnato la sua attività vera, o meglio quella che gli consentiva di vivere, con la sua passione per la scultura. Non fa solo vasi da giardino: tra la sue ultime cose, spiccano dei mortai e una macina, composta da una matrice e da un disco che, incastrato nella forma concava, si gira per tritare il grano, la cui farina esce da un canaletto. Umberto va in cerca di pietre. Le lascia dove le trova, lavorandole in luoghi segreti (dice che la gente non esiterebbe a rubare i vasi o i lavori scolpiti); li nasconde alla meglio e poi li porta in un suo magazzino, che nessuno conosce, dando così al lavoro anche una sfumatura di mistero. Ha decine di scalpelli e punte di tutte le forme. Un tempo se li faceva fare dal fabbro, il signor Coppi di Remedi, quello stesso che era l'erede dei fabbri medievali di Abbadia, ma oggi fa tutto da solo.
La sua ultima composizione, ancora in corso (e pertanto invisibile a occhi indiscreti) è un grosso vaso da giardino, alto quasi un metro, di gusto grecizzante, composto da una serie di scanalature, piuttosto complicato a farsi a mano. Umberto ci ha fatto vedere il disegno e ci ha raccontato che sta accuratamente scavando questi piccoli canali nella pietra, con una pazienza da certosino.