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Le fornaci del Medioevo

La crescita economica e demografica, determinatasi nelle campagne fiorentine già nel secolo precedente, creò evidentemente le premesse per lo sviluppo di quella che sarebbe stata la principale attività manifatturiera degli abitanti della Lega di Santa Mar

Impruneta

E' bene rimarcare che la produzione ceramica imprunetina seguì sin dalle origini una peculiare linea evolutiva, la quale non trova riscontri nel panorama regionale. La caduta dell'impero romano e la conseguente decadenza economica e civile dell'Italia, avevano infatti trascinato con sé le attività fittili, deprimendole a tal punto che gran parte dei laterizi restituiti dai contesti archeologici altomedievali sono rappresentati da manufatti più antichi, strappati agli edifici di epoca precedente con una capillare attività di spoliazione.
La ripresa della fabbricazione di terrecotte registratasi all'inizio del Basso Medioevo si concretò indubbiamente in una nuova diffusione delle fornaci nelle campagne toscane - ed in particolare nell'area fiorentina, la quale andava rapidamente popolandosi, grazie anche all'apporto di correnti migratorie interne - ma non era affatto scontato che tali, rinate attività, si ponessero a sfruttare in maniera sistematica, come invece avvenne all'Impruneta, importanti giacimenti argillosi.
Molte di queste imprese, infatti, si accontentavano di sporadici affioramenti, esauriti i quali il rustico forno costruito presso di essi veniva puntualmente abbandonato (basta vedere di quanti toponimi "fornace" è punteggiata, senza la presenza di edifici visibili, la campagna toscana): un tale modello "provvisorio" per le attività fittili legate alla terracotta affondava del resto le proprie radici nella più lontana antichità, ed in Toscana trova ampia esemplificazione nel periodo romano.
Frequente, inoltre, era l'idea di porre fornaci da laterizi nei pressi di grandi costruzioni, allo scopo di utilizzarle quando era necessario intraprendere opere di manutenzione delle medesime, impiegandovi il contadiname libero dai lavori agricoli e la manodopera non specializzata in genere, posta temporaneamente alle dipendenze di qualche fornaciaio di professione. Una più stabile tradizione produttiva nel settore della terracotta si sviluppò in epoca medievale lungo i corsi d'acqua, per il fatto che la materia prima argillosa poteva essere estratta dall'alveo dei fiumi o ricavata dagli accumuli di limo che si depositavano lungo le rive: è evidente, però, come la casualità e la mescolanza caotica degli apporti minerali impedisse di ottenere una qualità del prodotto (sotto il profilo della plasticità, della durevolezza, etc.) paragonabile a quella consentita dallo sfruttamento di un omogeneo bacino sedimentario.
E' dunque proprio in ragione dell’elevata qualità dei loro fittili che i fornaciai dell’Impruneta hanno potuto sviluppare nel tempo una professionalità che trova rari riscontri nel panorama nazionale, affermandosi ben presto come i più importanti fabbricanti di terracotta della Toscana medievale e moderna.
(Articolo a cura dell' Associazione Terre di Toscana)

Impruneta
Sulle tracce della storia e delle tradizioni
Già abitata in epoca etrusca e romana, durante il Medioevo Impruneta fu legata alle vicende politiche ed economiche della vicinissima Firenze. Il vero centro propulsore della comunità imprunetina fu la Pieve di S. Maria, fondata nel 1060, che divenne in poco tempo un importante santuario mariano. ...
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