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Frazioni, quartieri e piazze

La Porrettana, quando i binari apparvero sugli Appennini

Il più importante collegamento tra Nord e Sud prima della Direttissima

Pistoia

Il personaggio a cui è dedicata piazza della stazione a Porretta Terme è Jean Louis Protche, l’ingegnere francese a cui fu affidato il progetto di collegamento tra il Nord e il Centro Italia, tramite una ferrovia che sarebbe passata alla storia come Porrettana. A decidere il percorso che avrebbe attraversato gli Appennini non furono le autorità italiane: nel periodo tumultuoso precedente l’Unità (metà Ottocento), il traballante potere austriaco decise di collegare alcune piazzaforti (Mantova e Livorno) tramite una ferrovia che aggirasse i punti caldi come Firenze, dove si agitavano gli spettri del liberalismo e dell’indipendenza nazionale. La Porrettana, nata dunque sotto le stella di valutazioni politico-militari di una potenza che di lì a poca avrebbe dovuto sloggiare dall’Italia, si rivelerà un formidabile volano di sviluppo economico e sociale sia per i centri della valle del Reno sia per quelli della Montagna Pistoiese. Anche Pistoia, che gli austriaci avevano ritenuto una "piazza" fredda e lontana dai bollori rivoluzionari, eleggendola copolinea della Porrettana, trarrà non pochi benefici dalla nuova strada ferrata. I lavori cominciarono nel 1853 sotto una compagnia inglese, per passare nel 1858 sotto la direzione di Protche e di una compagnia francese. Il difficile percorso della Porrettana attraverso l’Appennino venne disegnato quasi tutto dalle pale e dai picconi dei lavoratori (rarissimo l’uso degli esplosivi e di macchinari per l’estrazione e la rimozione dei detriti); molti di loro persero la vita negli incidenti provocati dalle frane e dagli smottamenti. La ferrovia venne inaugurata il 3 novembre 1864 e fino all’avvento della Direttissima (anni Trenta del Novecento), rappresentò l’arteria principale del traffico nazionale tra il Nord e il Centro Sud. Particolarmente curata da un punto di vista tecnico e logistico la rete di stazioni intermedie per le operazioni di incrocio tra convogli, i dispositivi per i comandi a distanza e i binari di "salvamento" o "lanciamento", che permettevano la frenata ai convogli, nel caso non raro, di esaurimento dell’aria compressa per i freni. La Seconda Guerra Mondiale si portò via gran parte delle opere costruite lungo il percorso come i viadotti nella Valle dell’Ombrone. La Porrettana venne riaperta nel 1949, ma aveva ormai esaurito il suo compito storico di fronte all’incalzare delle nuove arterie viarie che si stavano predisponendo per scavalcare gli Appennini. Questa linea dal passato glorioso, ha comunque assolto egregiamente fino ai nostri giorni il compito di collegamento tra le comunità montane dell’Appennino.

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