Affreschi della Beata Giovanna
crop_originalOpere d'arte

La Beata Giovanna racconta la storia di Signa

Gli affreschi della pieve dei Santi Giovanni Battista e Lorenzo con le preziose indicazioni geografiche della cittadina in riva all’’Arno

Signa
Nel 2007 si sono celebrati i settecento anni dalla morte della Beata Giovanna da Signa. Un appuntamento molto importante per una delle cittadine più antiche della Piana Fiorentina, famosa non solo per essere stata la “capitale” del distretto della paglia, ma anche per aver ricoperto un ruolo cruciale nei commerci via fiume, essendo stato per secoli uno dei più importante porti della provincia. Nella pieve dei Santi Giovanni Battista e Lorenzo esiste un bellissimo ciclo di affreschi, attribuito recentemente al lavoro del maestro da Signa e del Maestro del 1411, interamente dedicato ai Miracoli della Beata Giovanna, ovvero la giovane pastorella che divenne il simbolo delle spiritualità del popolo signese. L’opera restaurata un paio di anni fa dalla Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico delle Province di Firenze, Prato e Pistoia con la collaborazione di vari enti pubblici ed istituiti di credito, svela gli otto miracoli operati dalla Beata - quattro mentre era ancora in vita e quattro dopo la morte – e fornisce una serie di sorprendenti raffigurazioni del paesaggio, degli abiti, degli oggetti e delle persone all’epoca in cui la Beata visse ed operò. Il contesto è quello della Signe nel XV secolo, di cui si riconoscono immediatamente le strade e gli edifici più caratteristici a partire da quelli del romitorio e della zona della Costa. Sullo sfondo dell’affresco che rappresenta il miracolo del bambino resuscitato, si riconosce chiaramente la strada proveniente dal ponte sull’Arno, mentre in quello della guarigione del cieco, oltre alla dettagliata descrizione del castello di Signa, si notano i fossati intorno alla fortificazioni di Lastra e le navicelle che navigano nelle acque dell’Arno brulicanti di pesci. I pittori non hanno mancato di regalare alcuni gustosi particolari della vita della campagna, come i campi arati e i contadini al lavoro e di descrivere gli abiti e le armature di dame e cavalieri, prendendo come spunto i personaggi legati alla vicende della Beata: così nell’affresco del miracolo di Donna Nuta, guarita dalla peste, ci si può soffermare sugli abiti, i cappelli e i calzari delle ancelle che assistano l’ammalata, oppure nella parte della lunetta che riguarda il miracolo di Fonso di Artimino, fatto prigioniero da alcuni mercenari inglesi al soldo dei pisani durante la guerra tra Pisa e Firenze del 1363, si possono ammirare le armature dei soldati. Il restauro, che ha restituito piena leggibilità alle storie del ciclo, rimuovendo le patine e lo sporco dovuto alle candele e alla polvere, è sicuramente uno degli interventi più importanti che riguardano il patrimonio artistico della Piana Fiorentina, area che meriterebbe di essere rivalutata anche sotto l’aspetto artistico.

Dove mangiare e dove dormire

Per un soggiorno a Signa sulle tracce della Beata Giovanna consigliamo di fermarsi a Country Hotel della Villa Castelletti, una delle più antiche strutture rurali della zona, immersa nel verde delle colline ai piedi del Montalbano. Questo luogo ricco di storia e di aneddoti, adatto per i meeting, i ricevimenti e i servizi fotografici, è circondato da un bellissimo parco di alberi ad alto fusto. ll Country Hotel, ricavato da una casa colonica del borgo risalente al '600, mette a disposizione 21 tra suite, junior suite e deluxe rooms. L’annesso ristorante Tre Corone propone invece piatti raffinati improntati alla tradizione toscana, rivisitata all'insegna della creatività, preparati con ingredienti genuini e selezionati: tutti i piatti, le paste, i ripieni, i dolci sono rigorosamente “fatti in casa”.

Villa Castelletti

Via Castelletti, 5

50058 Signa (FI)

Tel. 055 8790462
Signa
Un piccolo borgo vicino Firenze
La nascita di Signa ed il suo nome sono da collocarsi in epoca assai antica, considerando che la località si trova al centro di insediamenti etruschi di notevoli dimensioni e dai ritrovamenti di reperti romani. La storia documentata si ha dal 964, con la donazione della Pieve di Signa al Capitolo fiorentino da parte di Rambaldo, vescovo di Firenze. ...
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