Santuario della Madonna della Carità - Seggiano
Luoghi di culto

Il Santuario della Madonna della Carità

A Seggiano uno degli esempi più suggestivi di architettura del tardo Cinquecento

Seggiano

Il santuario, che rappresenta uno degli esempi più suggestivi di architettura del tardo Cinquecento in territorio amiatino, sorge fuori del centro abitato di Seggiano. L'edificio fu costruito alla fine del Cinquecento in seguito ad una disastrosa carestia, ma la sua origine, oltre che con la religiosità popolare, è da mettere in relazione col fenomeno della edificazione del gran numero di chiese dedicate al culto mariano determinato dal movimento controriformistico, che ebbe protagonista in Toscana lo stesso granduca Ferdinando I.
«Nelle memorie della comunità, la chiesa della Madonna della Carità, è menzionata per la prima volta nel 1593, anno in cui si trovano varie deliberazioni del Consiglio a favore della fabbrica che doveva essere iniziata già dal 1588. Il 3 ottobre dello stesso anno viene fatta la proposta, sempre dal Consiglio, di inviare, alla grand.ssa M. Cristina di Lorena, preghiera affinchè concedesse di impiegare duecento piastre d'argento, in favore della fabbrica, da prelevarsi dai sopravanzi delle entrate della comunità. Nel 1595 la costruzione doveva essere, se non del tutto ultimata, già a buon punto in quanto era presente un cappellano addetto all'officiatura, ma ancora nel consiglio del 29 agosto 1599 si trova che "fu fatta proposta sopra la domanda fatta a nome delli deputati sopra la fabbrica della Madonna, per l'elemosina di scudi cinquanta dei sopravanzi della comunità per convenirsi a benefitio della fabbrica della medesima" accolta con pienissimi voti. Un'ultima volta si trova menzionata il 6 giugno 1602 con la richiesta di poter tenere un mercato presso la chiesa e la domanda di impiegare cento scudi per ammattonarla e nel 1603 essa doveva essere terminataá In una memoria del principio del XVII sec. si dichiara, infatti: "esser fatta modernamente con grossa spesa ed è della comunità". Quest'affermazione contrasta, in parte, con il fatto che vengono attribuiti, generalmente, i maggiori contributi ai conti Ugurgieri, nobili senesi possessori, a quel tempo, di molte terre in Seggiano, ed, in particolare, a Bandino di Fausto di Agnolo. Comunque essi ne divennero i maggiori protettori come attestano gli emblemi araldici, le iscrizioni funebri, e le tombe della loro famiglia che si vedono diffusi all'interno e all'esterno della chiesa. Ancora gli Ugurgieri sostenevano le spese per l'ufficiatura mantenendo un cappellano al quale contribuivano con 43 scudi l'anno e ne amministravano i beni» (F.ROTUNDO, Architettura religiosa nel territorio senese e grossetano negli anni 1555-1609, in L.ROMBAI [a cura di], I medici e lo Stato senese. 1505-1609. Storia e territorio, Roma 1980, pp.198-199).

 

Seggiano
Un delizioso borgo amiatino incastonato tra gli olivi
E' tra gli olivi (della tipica varietà dell'olivastra seggianese) che appare, quando ci si avvicina a Seggiano, il Santuario della Madonna della Carità, uno tra i monumenti religiosi più inconsueti e interessanti dell'Amiata. Si tratta dell'unico complesso del Senese di architettura tardocinquecentesca legato al gusto manieristico mitteleuropeo. ...
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