Museo del Carbonaio di Cetica
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Il Museo del Carbonaio di Cetica

I sapori e i saperi al centro delle attività e dei percorsi che animano il museo.

Castel San Niccolò

Il Museo di Cetica nasce dalla necessità di conservare la memoria di un'attività strettamente correlata al manto boschivo ed alle sue risorse; fabbricanti di carbone di legna soprattutto di faggio erano infatti gli abitanti della montagna di ogni comunità. Il museo è allestito nei locali della vecchia scuola del paese, prospiciente l'antica chiesa romanica di Sant'Angelo. Il percorso di visita si articola in tre sezioni volte a fornire informazioni e suggestioni, intorno al mestiere del carbonaio con pannelli didascalici, esposizioni di strumenti di lavoro e allestimenti scenografici. Fa parte integrante del percorso anche la sala polivalente dedicata alla proiezione di audiovisivi, ma anche a laboratorio didattico e spazio per degustazioni alla riscoperta degli antichi sapori.

L'itinerario prosegue nella vicina arca verde dove sono stati ricostruiti a scopo dimostrativo, a cura della Pro Loco, una capanna e una carbonaia. Da qui si può procedere alla visita del paese, delle "piazze" ancora utilizzate per la cottura della legna, dell' "imposto" del carbone ma anche dei mulini ad acqua ancora funzionanti, delle colture tipiche, dei fabbri, dei pastori. All'interno dei locali che accolgono il museo, e in rapporto di stretta complementarietà con esso, è stata realizzatala Bancadella Memoria di Porto Franco "G. Baldini", dove è possibile visionare alcuni video dedicati alla cultura materiale, alle pratiche silvopastorali e alle tradizioni popolari dell'area. Essa è concepita come momento di consultazione decentrato dell'archivio di audiovisivi conservato presso il Centro Risorse Educative e Didattiche della Comunità del Casentino, struttura appartenente alla rete dei centri interculturali del Progetto Porto Franco, Terra dei Popoli e delle Culture.

Il mestiere del carbonaio è stato una delle attività sicuramente più rappresentative dello stretto legame che per secoli ha legato l'uomo al bosco e alle sue risorse. Praticati anche in ambiti territoriali molto distanti dal Casentino, i lavori del taglio della legna e della cottura del carbone, costituirono importanti occupazioni per molte comunità montane della valle fino alla metà del XX secolo. Le particolari tecniche, trasmesse di generazione in generazione, sono ancora messe in pratica, per lo più a scopo didattico-dimostrativo, in alcuni paesi del Pratomagno come Cetica. Il complesso universo della cultura del carbonaio, della vita solitaria alla macchia, con i suoi atteggiamenti e modi di vita arcaici e quasi antagonisti al mondo civile, sono invece tramontati inesorabilmente.

Il Museo del Carbonaio si propone quindi come laboratorio attivo della storia, come momento nel quale insieme allo studio e alla conservazione dei saperi, dei racconti delle esperienze di vita di ieri, si sperimenta anche un nuovo modo di interagire con la società e l'ambiente attuale.Se il museo rappresenta lo specchio della popolazione residente, il luogo nel quale riconoscere le proprie radici e riconfermare la propria identità, saranno le dimostrazione didattiche, gli eventi culturali o gastronomici, a divenire importanti momenti di trasmissione culturale.E' attraverso lo scambio e il confronto con l'esterno, che la popolazione residente potrà riconfermare così il proprio ruolo nella conservazione e nella tutela attiva degli antichi saperi della gente di montagna.

ecomuseo.casentino.toscana.it

Castel San Niccolò
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