Opera Galileo Chini
Siti storici

I primi anni della Fornace Chini di Borgo San Lorenzo

I successi della manifattura e le esperienze artistiche al cimitero Monumentale dell’Antella

Borgo San Lorenzo
Galileo Chini dopo i primi riconoscimenti internazionali, si dedica alla produzione e alla vendita di pannelli, complementi di arredo e decorazioni, che lo consacrano come uno degli artigiani più innovativi dei primi nel Novecento nel panorama italiano. Nel 1906 Galileo decide di interrompere il suo rapporto con l’Arte della ceramica e di aprire nella natia Borgo una nuova azienda con i cugini Pietro e Chino, diventando così l’art director delle Fornaci di San Lorenzo, una ditta che nel corso di quaranta anni di attività (nel 1944 la fabbrica fu distrutta da un bombardamento) realizzò prodotti di qualità in molteplici campi delle arti decorative applicate, vetrate, ferri battuti e mobili, arredi urbani ed anche architetture.

L’originalità della produzione delle Fornaci di Borgo San Lorenzo risiedeva nella capacità di fondere la tradizione artistica medievale e rinascimentale toscana con le tendenze le suggestioni dell’Art Nouveau, arrivando ad una perfetta sintesi tra antico e moderno, in cui la grazia nei disegni, la scelta dei colori e dei materiali conferiva ai vasi, ai pavimenti, alle suppellettili, un fascino ed un’eleganza unica. Nel 1906 Leto e Galileo Chini decorano la cappella di Santa Matilde al cimitero monumentale dell’Antella a Firenze, struttura nella quale si possono trovare più di sessanta opere della Fornace borghigiana, tra vetrate, affreschi, maioliche, pavimenti in gres. “Impossibile elencare tutte le opere firmate Chini che si trovano al museo monumentale (...) – scrive Claudia Papini nell’ultimo numero di Toscana, l’Uomo e l’Ambiente (N° 21 luglio settembre 2009) - la cupola d’ingresso, dove una corona di eterei angeli dorati alternati ad altri di un chiaro azzurri trasparente, fa da tramite tra la terra e il cielo; la cappella di San Silvetsro dove Galileo affrescò un pannello che ha come soggetto la vita e la morte con la figlia Isotta, prematuramente scomparsa, dipinta con vividi colori, inginocchiata davanti al Compianto per la crocifissione delle Pie Donne (...); infine la cappella della famiglia Galletti dove l’immagine attribuita a Tito di Sant’Eufemia dalla chioma dorata e circondata da rosse fiammelle, ci regala un’espressività e un simbolismo veramente unici.”

Borgo San Lorenzo
Nel cuore del Mugello un borgo immerso in una campagna punteggiata di pievi
Borgo San Lorenzo, uno dei più noti centri del Mugello, si trova nel punto in cui si fa più ampia la valle della Sieve. Nato attorno a una corte degli Ubaldini, dove sorgeva anticamente la borgata romana di Annejanum, la cittadina passò verso la metà del X secolo sotto l’influenza dei Vescovi fiorentini, a cui si ribellò nel 1273, momento in cui ottenne l’indipendenza comunale. ...
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