Inserire Titolo
Frazioni, quartieri e piazze

I lazzaretti di Firenze nel 1630, luoghi di dolore e pietas

Le strutture sanitarie fiorentine di fronte all’epidemia del 1630

Firenze

In città come nel resto del dominio fiorentino, furono immediatamente istituiti i lazzaretti per l’isolamento sanitario. In città erano due, a San Francesco e a San Miniato. Luoghi di inferno, autentici lager ante-litteram, dove alle già precarie condizioni igieniche dell’epoca si aggiungeva la carenza di cibo, acqua, indumenti, (quei pochi che c’erano venivano bruciati, per evitare occasioni di contagio). Eppure chi in qualche modo riusciva ad entrare in un lazzaretto poteva ritenersi fortunato: non era stato stroncato immediatamente dalla malattia, che aveva un decorso fulminante e pur avendo contratto il morbo aveva qualche speranza in più di sopravvivere. Donato Bisogni, governatore dei due lazzaretti fiorentini, inviando al magistrato di Sanità una nota di tutti i degenti fino al 20 dicembre 1630, registrò la presenza di 2503 uomini e 3383 donne per un totale di 5860 pazienti. Di questi ne erano morti 2886, mentre altri 2220 erano convalescenti. Il resto erano stati dimessi. Sopravvissuti.

Firenze
Una città sorprendente, in cui perdersi tra arte, storia, moda e tradizione
Chiunque intenda visitare la Toscana non potrà che passare da Firenze: la città del giglio è uno scrigno di tesori artistici e centro di una fervida vitalità. Oltre all’eccezionale patrimonio d'arte, testimonianza della sua secolare civiltà, è possibile godersi Firenze passeggiando al tramonto lungo gli incantevoli lungarni, addentrandosi tra i vicoli bohémien dell’Oltrarno o perdendosi nelle ...
Approfondiscikeyboard_backspace