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I Chini e gli esordi del liberty in Italia

La diffusione dell’Art Nouveau ai primi del Novecento e le testimonianze artistiche dei Chini a Pistoia

Pistoia
I Chini, famiglia di artigiani e artisti conosciuti in tutto il mondo, erano originari di Borgo San Lorenzo nel Mugello. Già nell’Ottocento Pietro Alessio si occupò del restauro e dell’abbellimento di alcuni edifici religiosi e civili, facendosi aiutare dai figli Leto, Tito, Pio e Dario. Ben presto la famiglia cominciò ad essere conosciuta per le splendide decorazioni diventando il punto di riferimento per molti artigiani del settore.
I Chini sperimentarono nuovi materiali e tecniche artistiche lavorando anche su importanti monumenti come la chiesa di Orsammichele a Firenze. Galileo Chini, nipote di Pietro Alessio, decise di mettere a disposizione il know how di famiglia per la produzione delle ceramiche. Non si trattava di manufatti comuni ma di porcellane artistiche, che inseguivano i gusti della raffinata clientela della famiglia.

Nel 1897 Galileo, insieme a Vittorio Giunti, Giovanni Montelatici e Giovanni Vannuzzi, fonda l’Arte della Ceramica di Firenze, un’azienda che farà dello stile Liberty, la sua bandiera. Claudia Papini nell’ultimo numero di Toscana, l’Uomo e l’Ambiente (N° 21 luglio settembre 2009) scrive che Galileo Chini fu spinto a fondare questa azienda spinto da “ un certo campanilismo, nel tentativo, dopo che la manifattura Ginori di Sesto Fiorentino era stata ceduta all’industriale milanese Richard, di mantenere la tradizione ceramica in Toscana.” Oltre all’”amor di patria”, esistevano però anche precise motivazioni artistico-commerciali. Sempre Claudia Papini scrive infatti che Galileo. “vuole cogliere il nuovo stile che si sta sviluppando in Europa ed essere tra i primi a proporlo in Italia. Si rende conto che la ceramica sarà il materiale più adatto a riprodurre i ritmi delle delicate forme Liberty e a cogliere senza limitazioni tutte le tonalità della scala cromatica”.

L’Art Nouveau, conosciuta anche come stile Liberty, cominciò a divenire popolare in Italia agli inizi del Novecento, sulla scia dei grandi successi conosciuti in Inghilterra e Francia. Un contributo fondamentale alla diffusione di questa nuova tendenza, artistica che oltre ad investire le arti decorative interessò profondamente anche l’architettura, fu dato dalla Prima Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna del 1902, a Torino, città dove Galileo Chini aveva già ricevuto una medaglia d’oro nel 1898, all’Esposizione Internazionale d’Arte.
In queste occasioni il Liberty cominciò ad essere proposto non solo come stile decorativo di singoli oggetti di uso quotidiano, ma anche come linea che investiva tutto l’arredamento urbano e gli interni delle abitazioni. E’ di questi anni uno dei primi importanti lavori commissionati a Galileo Chini. Nel 1904 gli viene infatti affidata la parte decorativa di alcune sale della Cassa di Risparmio di Pistoia, in particolare di quelle del primo piano le cui pareti, la volta e i vestiboli vengono impreziositi da ornamenti e bellissimi affreschi, in cui il gusto quattrocentesco imposto dagli architetti si sposa alle soluzioni e ai colori dell’Art Nouveau. Si tratta di figure e motivi ornamentali come piumaggi di pavoni e festoni d’alloro sorretti da putti, che si inseriscono perfettamente nelle soluzioni architettoniche in pietra serena dei vari ambienti.
 


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