Firenze romantica: l'amore dei grandi personaggi storici

Gli angoli che raccontano le storie d'amore

Un itinerario nel segno dell'amore, pensando a San Valentino: proponiamo luoghi particolarmente romantici nella città di Firenze, le storie d'amore fra grandi personaggi del passato, i luoghi segnati dalle grandi passioni.

La storia del Ponte Vecchio è legata a un giovane nobile fiorentino vissuto nei primi anni del ‘200: Buondelmonte de’ Buondelmonti, giovane bello, elegante e colto, fu qui ucciso a colpi di pugnale mentre cavalcava il suo cavallo bianco. Buondelmonte aveva commesso un peccato d’amore: si era prima innamorato di una ragazza di Casa Amidei, promettendole di sposarla, poi si era tirato indietro proprio davanti all’altare, con vaghe scuse.

C'è una chiesetta Firenze, chiamata la Chiesa di Dante, di cui si dice che qui Dante incontrò per la prima volta Beatrice e se ne innamorò. La chiesa è molto antica (risale al 1032) e al suo interno è sepolta Beatrice Portinari (spentasi nel 1291) e la sua nutrice Monna Tessa. All’interno della chiesa è anche raffigurato l’incontro di Dante e Beatrice in occasione del settecentenario della morte di lei.
Il Duomo di Firenze
Il Duomo di Firenze

All'epoca della costruzione della cupola del Brunelleschi (1419-1436) furono erette le impalcature lignee; il lato dell'edificio ove è aperta la Porta della Mandorla si affaccia sulle case vicino all'imbocco della attuale via dei Servi, e in una di queste abitava una giovane e graziosa cucitrice che, o per cercare un po' di luce o per seguire il corso dei lavori o per sbirciare gli uomini che vi lavoravano, si affacciava sovente al balcone prospiciente la cupola. La adocchiò uno dei capomastri che, complici gli sguardi, riuscì ben presto ad incontrarla - quando il marito della vispa fanciulla si assentava per andare al lavoro - nella casa di lei.

Oltre al danno, la beffa, perché il gagliardo capomastro pensò bene di rendere un segno tangibile, a memoria della sua impresa scolpendo una testa di bove con bel paio di corna, che volge lo sguardo dritto alla casa della bella pantalonaia e del di lei marito. Al di là delle storie romantiche la testa bovina è dovuta al fatto che lungo la via dei Servi si snodava un assito che saliva fino alla cupola per condurre i bovi carichi di materiale e, in segno di gratitudine nei confronti di questi miti e umili animali che faticavano insieme con gli uomini, fu scolpita la testa bovina.

Santa Croce - Credit: Alessandro Farese
Bellosguardo

Nel 1777 presso la Basilica di Santa Croce a Firenze ebbe luogo un incontro fondamentale per la vita del poeta Vittorio Alfieri: egli conobbe, infatti, Luisa Stolberg, contessa d'Albany. Questa teneva in Firenze un famoso e frequentato salotto letterario. Nacque un rapporto che Alfieri manterrà sino alla morte e che mise fine alle sue irrequietezze amorose.

La love story più famosa di Firenze è comunque quella tra Francesco I dei Medici e Bianca Cappello. Bianca Cappello era figlia di un gentiluomo veneziano di antica famiglia patrizia, Bartolommeo Cappello, e di Pellegrina Morosini. Nel 1563 si era innamorata del fiorentino Pietro Bonaventuri ed era fuggita con lui a Firenze, dove il 12 dicembre di quel medesimo anno i due amanti contrassero matrimonio. Il Palazzo del Mondragone che si trova fra via dei Banchi, angolo via del Giglio è il luogo dove si incontrarono in occasione di una festa, Francesco de’ Medici e Bianca Cappello, e fu amore a prima vista. Il Palazzo di Bianca Cappello in via Maggio, 26 con la facciata  decorata a graffito, fu rinnovato dall’architetto Bernardo Buontalenti.

La collina di Bellosguardo vide l'amore di Ugo Foscolo e Quirina Mocenni Magiotti. Nella Villa Torricella, distrutta nei primi del Novecento e un tempo ubicata di fronte all’attuale Villa dell’Ombrellino, dimorò per alcuni mesi il poeta e compose i versi del carme “Le Grazie” (1813) dedicandoli all’amata.

Villa Medicea La Petraia
Arno Parco delle Cascine Firenze - Credit: Parco Delle Cascine Firenze Facebook Page

Robert ed Elisabeth Barret Browning, la celebre coppia di poeti inglesi,  si trasferirono a Firenze per sfuggire al padre oppressivo di Elisabeth; la loro passione amorosa li tenne felicemente uniti per quindici anni. Vissero a Casa Guidi, in Piazza di San Felice. Casa Guidi divenne in quel periodo la “Mecca “ spirituale della comunità anglo-americana a Firenze. Solo alla morte di Elisabeth (1861), Robert tornò in Inghilterra con il figlio. Elisabeth Barrett Browning è sepolta nel Cimitero degli Inglesi in Piazza Donatello.

La Villa Medicea de La Petraia durante il periodo di Firenze capitale, fu la residenza estiva di re Vittorio Emanuele II di Savoia per poi diventare, nel 1919, di proprietà dello Stato italiano. Si può visitare il bellissimo giardino, ma anche l’interno, dove tutti gli arredi sono stati  di epoca sabauda. Al primo piano è possibile entrare nella stanza da letto della “Bella Rosina”, la donna che fu l’amante, nemmeno troppo segreta, di Vittorio Emanuele II. Alla morte della moglie ne divenne la regale consorte, dopo essere stata insignita, per l’occasione, del titolo nobiliare di “contessa di Mirafiori”.

Settignano, la bella collina sopra Firenze è legata al poeta Gabriele D’Annunzio che visse a Firenze tra il 1989 e il 1909 ed ebbe una relazione con l’attrice Eleonora Duse. Qui scrisse “Il Fuoco”, libro pubblicato nel 1900 con l’autorizzazione della Duse, in cui descriveva questa relazione assai passionale.

Romantico è anche il Parco delle Cascine. Vicino alla fonte di Narciso, nei pressi della piscina delle Pavoniere, il poeta inglese Percival B. Shelley scrisse, ai primi dell’Ottocento, l’“Ode al vento occidentale”, ispirata da una bufera a cui aveva assistito nel parco.

Cover image credit: C. D'Aliasi

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