Inserire Titolo
account_circlePersonaggi storici

Firenze al tempo della peste... del Manzoni

...e la terribile epidemia si introdusse subdolamente in città

Firenze

Dopo una tregua di oltre cento anni e a distanza di quasi tre secoli dalla terribile epidemia di peste nera del 1348, Firenze e la Toscana vennero nuovamente colpite dalla peste nel 1630. Dopo aver devastato il milanese e la pianura padana, il morbo, nella sua forma bubbonica, si presentò nella terra di Dante ai primi di ottobre e proseguì a fasi alterne per circa un anno. Si dice che la peste fosse arrivata dal bolognese, portata da un pollaiolo che si era fatto ospitare da una famiglia di parenti a Trespiano, ma l’allarme era scattato già da alcuni mesi. Nel maggio la magistratura sanitaria fiorentina aveva imposto le guardie ai confini Nord del Granducato, stabilendo l’obbligo delle bollette, cioé di speciali documenti simili a passaporti che attestavano lo stato di salute del latore. Nessuno che fosse privo di lasciapassare avrebbe potuto entrare negli Stati del Granduca. Tra il finire di maggio e gli inizi di giugno la peste scoppiò furibonda a Bologna. Le misure si fecero via via più stringenti; anche la guardia personale del Granduca venne inviata a presidiare in confini settentrionali. Ma la peste aveva già varcato i confini. Le prime vittime, alla metà di giugno furono i componenti della famiglia di Trespiano, che si diceva avesse ospitato il pollaiolo-untore. La casa fu sigillata, le suppellettili date alla fiamme, ma la peste ormai mieteva le sue vittime lungo una traiettoria che guardava fatalmente al cuore delle città. Fino ad ottobre, quando la peste venne ufficialmente dichiarata dalla magistratura sanitaria si parlava solo di "sospetto di mal contagioso"; il morbo del resto aveva un decorso brevissimo e dei sintomi inequivocabili: si manifestava infatti con febbri improvvise (anche 40 gradi), bubboni sugli arti e l’ingrossamento delle linfoghiandole.

Firenze
Una città sorprendente, in cui perdersi tra arte, storia, moda e tradizione
Chiunque intenda visitare la Toscana non potrà che passare da Firenze: la città del giglio è uno scrigno di tesori artistici e centro di una fervida vitalità. Oltre all’eccezionale patrimonio d'arte, testimonianza della sua secolare civiltà, è possibile godersi Firenze passeggiando al tramonto lungo gli incantevoli lungarni, addentrandosi tra i vicoli bohémien dell’Oltrarno o perdendosi nelle ...
Approfondiscikeyboard_backspace