Il progresso delle comunicazioni ferroviarie in Toscana nel 1858
Siti storici

Empoli-Siena, 150 km di storia lungo i binari della ferrovia

Certaldo e Castefiorentino, "paesi scalo" lungo il percorso

Siena

Fu il governatore di Siena Luigi Serristori, nella prima metà dell’Ottocento, a proporre una strada ferrata tra la sua città e Empoli. Il percorso doveva intersecare la linea Firenze Livorno allora in costruzione. Era il 1842 quando sul "Giornale del Commercio" apparve un articolo che riportava la relazione tecnica sull’argomento dell’ingegner Giuseppe Pianigiani. Scopo di tutta l’operazione era quello di dotare il comparto agricolo, che in quel periodo rappresentava il settore più importante dell’economia locale, di un’infrastruttura che avrebbe permesso ai prodotti senesi e della Val d’Elsa di essere presenti sui mercati delle altre città toscane ed anche degli altri stati e staterelli vicini al Granducato. I lavori per la costruzione della ferrovia iniziarono nel 1845 sotto gli auspici del Serristori e di quei cittadini che avevano costituito la Società anonima per la strada ferrata Centrale della Toscana. L’opera fu completata sotto la direzione dell’ingegner Pianigiani nel 1849. Un contributo fondamentale venne dato da quel Pietro Bastogi che sarà il fondatore di una delle società ferroviarie più importanti dell’Italia unita. La galleria di Siena venne finita nel 1850: il viaggio da Firenze a Siena attraverso le stazioni di linea Castelfiorentino, Certaldo e Poggibonsi (distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale), fu possibile in 3 ore e 15 minuti, la metà del tempo impiegato dalle diligenze sullo stesso percorso. Inizialmente la Firenze Siena si stava rivelando la classica cattedrale nel deserto: il grosso della popolazione si rivolgeva ai tradizionali mezzi di trasporto ignorando il treno troppo costoso e buono solo per i lunghi spostamenti. Però nel lungo periodo gli effetti benefici di questo mezzo rivoluzionario si fecero sentire sull’economia delle zone attraversate: le direttrici viarie che conducevano agli scali ferroviari divennero le strade principali; lungo questi percorsi trovarono posto le industrie e le manifatture. Anche i piccoli centri cominciarono a decollare economicamente e a strutturare la propria espansione urbanistica intorno a questi snodi. Siena fu la prima città "ferroviaria" della Toscana, in quanto vi vennero collocate le officine per la costruzione e la riparazione delle carrozze: l’opificio ferroviario senese occupava tra le 200 e 300 persone e sarebbe rimasto in città fino al 1930.

Siena
La città dove ogni pietra è rimasta immutata nei secoli
Siena si vede sin da lontano risplendere perfetta nel suo equilibrio medievale. I tre colli su cui siede si stagliano in un panorama campestre idilliaco, nel quale i confini dell’antico centro sfumano come un tempo in una campagna che a tratti sembra ancora quella ritratta nell’Allegoria del Buon Governo dipinta da Ambrogio Lorenzetti nelle stanze del Palazzo Pubblico. ...
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