Luoghi di culto

Duomo di Pescia

La Cattedrale, intitolata a Santa Maria Assunta, è di fondazione antichissima

Duomo di Pescia

Secondo alcune fonti risalirebbe addirittura al V-VI secolo, ma da allora il Duomo di Pescia è cambiato profondamente. Una prima traccia della sua esistenza è attestata in un documento dell’857. Alcuni secoli dopo la Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, fu completamente ricostruita in seguito a un incendio che distrusse la città nel 1281. Risalgono ad allora alcune tracce nel corpo della muratura, tra queste il campanile, che si ritiene un’antica torre della cerchia muraria in parte modificata con l’inserimento di monofore, bifore e trifore nel 1306. La piccola cupola che lo sovrasta è un’aggiunta del 1771. Le forme attuali risalgono invece al 1684, quando, su progetto di Antonio Maria Ferri, si ricostruì interamente la chiesa in seguito al crollo della cupola, che aveva distrutto gran parte dell’edificio medioevale. L’originario impianto a croce latina venne sostituito da una struttura a una sola navata con cappelle laterali, sormontata da una cupola. La facciata, incompiuta sino alla fine dell’Ottocento, fu realizzata secondo il gusto neoclassico, ed è stata completata nel 1933 con l’inserimento del portale in marmo. La fascia superiore presenta, al centro, un finestrone ad arco e termina con un elaborato frontone.

L’interno, con copertura a volta, è caratterizzato da membrature in pietra che spiccano sul color crema dell’intonaco. Tra le opere da segnalare ricordiamo un pregevole dipinto settecentesco custodito nella cappella Forti: la Natività della Vergine di Giuseppe Bottani. Proseguendo sulla destra c’è la Cappella Turini, in stile rinascimentale. Sull’altare del Santissimo Sacramento si trova la Madonna del Baldacchino di Pier Dandini, copia dell’originale di Raffaello che era qui sino al 1697. Di lato c’è il mausoleo di Monsignor Baldassarre Turini, di Raffaello da Montelupo. L’effigie scultorea del Turini è di Pierino da Vinci, nipote di Leonardo. L’altare maggiore seicentesco è opera di Giuseppe Vaccà e fu finanziato dal celebre cantante lirico Giovanni Francesco Grossi detto Siface. Sul lato sinistro della chiesa, la Cappella Cecchi, dedicata a San Lorenzo, è decorata da una tela di Anton Domenico Gabbiani. Nell’ultima cappella, un tempo sede del Battistero, sull’altare, è visibile una tela di Romano Stefanelli (1985), allievo di Pietro Annigoni.

[Per maggiori informazioni: www.diocesidipescia.it]

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