Colmata di Brolio
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Colmata di Brolio

La Valdichiana e le sue trasformazioni

Valdichiana

Per prosciugare la palude che ricopriva il fondovalle della Chiana si preferì, sino alla fine del XVIII secolo, bonificarla per alluvione mediante la realizzazione di colmate, piuttosto che procedere alla sua essiccazione con l'escavazione di canali.

Per predisporre una colmata si recintava l'intero perimetro dell'area da risanare con un argine di terra. Si realizzava poi un canale colmatore per immettere all'interno di questo recinto le acque provenienti dai terreni collinari e montani che, perduta la velocità,vi depositavano il materiale solido trasportato. L'opera era inoltre dotata di uno sfioratore di superficie, di quota inferiore alla sommità dell'argine perimetrale e di uno scarico di fondo per far defluire nel canale emissario le acque una volta diventate chiare. Quando per il deposito di materiale solido il terreno raggiungeva la quota desiderata,la colmata era disattivata e si deviava il canale colmatore per immetterlo in un'altra area da colmare.

La colmata di Brolio, di 30 ettari di suprficie, è l'unica opera di questo tipo ancora in attività in Valdichiana. Fu realizzata, nello stato in cui si trova, agli inizi del XX secolo in oincidenza con la costruzione del canale allacciante dei Rii Cortonesi o dei torrenti Esse e Mucchia, che tuttora scaricano le acque torbide all'interno di essa per immetterle, una volta diventate chiare, mediante un canale emissario, nel Canale Maestro della Chiana all'altezza di Porto a Cesa.