Luoghi di culto

Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Genesio a San Miniato

Il duomo è stato colpito da un bombardamento alleato il 22 luglio 1944 in cui morirono 55 persone lì assiepate dai tedeschi. All’episodio è ispirato il film “La notte di San Lorenzo” dei fratelli Taviani

Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Genesio

La chiesa che oggi è il Duomo di San Miniato è sorta nel XII secolo, forse sui resti di una cappella più antica. Inizialmente intitolata a Santa Maria, viene citata per la prima volta nel 1195 in una bolla di Papa Celestino III, che ne ricorda la dipendenza dalla pieve di San Genesio di Vico Wallari. Quando nel 1248 fu distrutto il borgo di fondazione longobarda che si estendeva ai piedi di San Miniato, Santa Maria acquisì il fonte battesimale e il titolo di San Genesio. Allora l’edificio fu ristrutturano, la facciata venne decorata con bacini ceramici – come nella migliore architettura pisana. Quando nel 1369 San Miniato entrò a far parte dei domini fiorentini, la risistemazione dell’area della rocca incluse la chiesa che divenne così inaccessibile ai fedeli. Solo nel 1489, con lo stabilizzarsi della situazione politica, il vicario restituì la chiesa al clero locale. Fu così riaperta dopo un ampliamento che incluse la torre campanaria, una possente costruzione a pianta rettangolare, nota come la Torre di Matilde, in virtù di una leggenda, poi smentita, secondo cui Matilde di Canossa sarebbe nata nell’attiguo palazzo del Vicari. Il campanile, parte integrante dell’abside, sarebbe stato costruito nel XII secolo come torre di avvistamento e collegata alla cattedrale soltanto alla fine del XV.

 

La facciata è a salienti, e presenta un paramento murario in mattoncini all’interno del quale sono inseriti 26 bacini ceramici decorati (originariamente erano 31), provenienti soprattutto da fornaci tunisine, oggi sostituiti da copie (gli originali sono nel Museo diocesano). Essi presentano per lo più un fondo a smalto bianco, con decorazioni in blu cobalto e bruno di manganese, notevoli per eleganza e originalità. Nella parte inferiore si aprono i tre portali cinquecenteschi in arenaria, ciascuno dei quali è sormontato da architrave e lesene. Sopra ognuno dei due portali laterali si trova un rosone circolare; di un terzo, sopra il portale centrale, rimane solo una traccia. Nella parte alta della facciata, in corrispondenza della navata centrale, si apre un quarto rosone.

 

L’interno ha uno sviluppo architettonico neorinascimentale, frutto dei lavori ottocenteschi di Pietro Bernardini, con decorazioni in stile barocco. La pianta è a croce latina, con l’aula divisa in tre navate. Il paramento interno in cotto e i pilastri ottagonali originali furono coperti da nuove decorazioni nei secoli XVIII-XIX. Le tre navate sono separate da due serie di archi a tutto sesto che poggiano su colonne ioniche in finti marmi policromi e sono coperte con soffitto a cassettoni intagliato e dorato, del XVII secolo.

 

Il 22 luglio 1944 un proiettile d’artiglieria statunitense penetrò nella chiesa attraverso il semirosone del braccio meridionale del transetto, ed esplose nella navata destra causando la morte di 55 persone. Il duomo era pieno di cittadini che erano stati radunati sul sagrato dai tedeschi. Fino all’apertura del cosiddetto armadio della vergogna la strage fu imputata a un proiettile d’artiglieria tedesca e non a uno dei colpi del 337º battaglione di artiglieria campale dello US Army diretti contro un nido di mitragliatrici tedesche.

 

[Per maggiori informazioni: www.sanminiato.chiesacattolica.it]

 

San Miniato
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