Il Castello di Sant'Ellero
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Castello di Sant’Ellero, una storia scritta nel sangue

Nel comune di Pelago, l’antico forte dove si consumò un terribile episodio della guerra tra Guelfi e Ghibellini

Via Itta 51/52
Sant’Ellero è uno dei castelli più antichi della provincia di Firenze. Fondato molto probabilmente nell’alto Medioevo, in una località detta Alfiano nell’attuale territorio comunale di Pelago, difendeva l’abbazia benedettina di S. Ilario, che controllava gran parte dei boschi di Vallombrosa.

In origine si trattava di una fortificazione cinta da mura, e dotata di un’alta torre. Al suo interno si trovava la chiesa di San Bartolo, che nel Basso Medioevo entrò sotto il giuspatronato dei monaci vallombrosiani. Sant’Ellero viene ricordato soprattutto per la terribile strage perpetrata nel 1267 dai Guelfi fiorentini ai danni dei Ghibellini che qui avevano una loro roccaforte.

Nella "Nuova Cronica" di Giovanni Villani si trova il racconto di questo eccidio che segnò le sorti del castello e delle genti che vi abitavano. I Ghibellini presenti a Sant’Ellero, erano stati cacciati da Firenze perché ostili a Carlo D’Angiò e si preparavano ad una controffensiva a danno della città.

“Nel detto anno di Cristo MCCLXVII, - scrive Villani - del mese di giugno, essendo di poco cacciata la parte ghibellina di Firenze, una gente de' detti Ghibellini, pur de' migliori e caporali, si rinchiusero co'lloro masnade nel castello di Santo Ellero, onde fu loro capitano messer Filippo da Quona, overo da Volognano, e cominciarono guerra a la città di Firenze. Per la qual cosa i Fiorentini guelfi v'andarono ad oste le due sestora, e andovvi il maliscalco del re Carlo con tutta la cavalleria de' Franceschi ch'erano co'llui, e per battaglia ebbono il detto castello, nel quale avea rinchiusi bene VIIIC uomini, che'lla maggiore parte furono morti e tagliati, e parte presi; e rimasonvi di quegli della casa degli Uberti, e de' Fifanti, e Scolari, e di quegli da Volognano, e di più altre case ghibelline uscite di Firenze, e loro seguaci, onde i Ghibellini ricevettono gran dammaggio, e allora perderono anche i Ghibellini Campi di Firacchi, e Gressa; e dicesi che uno giovane degli Uberti il quale era fuggito in sul campanile, veggendo che non potea scampare, per non venire a mano de' Bondelmonti suoi nemici, si gittò di sua volontà del campanile in terra, e morì. E Geti da Volognano fu menato preso con altri suoi consorti, e messo nella torre del palagio; e però poi sempre fu chiamata la Volognana”.

Si dice che Carlo D’Angiò non ebbe pietà verso gli assediati: quattrocento di loro vennero uccisi ed il castello venne praticamente raso al suolo. Dopo la distruzione di Sant’ Ellero l’abbazia vecchia fu ceduta ai Vallombrosani che la trasformarono in ospizio.
Pelago
Castelli, pievi e ville immersi nella dolce campagna toscana
Il borgo sorge a 350 mt sul livello del mare, lungo la strada che dall'Arno sale fino all'Abbazia di Vallombrosa, è circondato da una campagna rigogliosamente coltivata a viti ed ulivi. Oltre al capoluogo, il comune conta numerose frazioni, su un territorio di circa 50 Kmq, che dalla pianura (San Francesco) sale fino ad un'altitudine di 1050 mt sul livello del mare (Consuma), presentando una ...
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