Il Giannettino scritto da Carlo Lorenzini
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Carlo Lorenzini, genio e sregolatezza

Il padre letterario di Pinocchio tra iniziative editoriali d’avanguardia e il "vizziaccio" del gioca d’azzardo

Piazza Santa Croce, 16

Carlo Lorenzini nacque nel 1826 a Firenze e compì i propri studi in scuole religiose. Trasferitosi a Firenze iniziò ventenne la sua carriera giornalistica, scrivendo recensioni per la libreria Piatti di Firenze e subito dopo per l’importante periodico milanese "L’Italia musicale". Come giornalista divenne famoso in breve tempo e collaborò con testate in tutt’Italia: ne fondò e diresse lui stesso alcune , come "Il Lampione", chiuso dalle censura nel 1848 e riaperto con tenacia, 11 anni dopo, in occasione del plebiscito di annessione al Piemonte. Volontario nelle guerra di Indipendenza dal 1848 al 1859, negli anni Cinquanta si impegnò come scrittore e commediografo: il primo libro per bambini è del 1876 "I racconti delle fate", splendide traduzioni di fiabe francesi. Lo scrittore si impegnò in ambito educativo con la pubblicazione dei racconti narrativo-nozionistici "Giannettino" e "Minuzzolo", che gli valsero il titolo di benemerito dell’istruzione pubblica italiana. Lorenzini era anche un giocatore molto accanito e questo curiosamente, condizionò la stesura delle "Avventure di Pinocchio". Si racconta che nella primavera del 1881 dopo una notte particolarmente sfortunata al tavolo verde si decise a scrivere le prime quattro cartelle e le spedì a Ferdinando Martini, che a Roma stava preparando l’uscita del "Giornale per i bambini": "Ti mando questa bambinata. Fanne quel che ti pare, ma se la stampi pagamela bene...", scrisse all’amico collega. Il 7 luglio 1881 uscirono i due primi capitoli. Fu subito un grande successo. Da allora le pubblicazioni procedettero a sbalzi e i maligni sostenevano che ciò dipendesse dalle fortune di gioco di Lorenzini. Quando però nell’ottobre del 1881 le pubblicazioni cessarono del tutto il giornale venne subissato dalle proteste. Lorenzini riprese a scrivere nel febbraio 1882, non rispettando però un calendario preciso e suscitando le ire di chi non poteva più fare a meno delle storie del suo burattino finché concluso il racconto sul "Giornale dei bambini", l’editore libraio Felice Paoli di Firenze pubblicò un’edizione integrale delle avventure. Lorenzini continuò la sua carriera di scrittore con la raccolta delle "Storie allegre" del 1887, che comprendeva anche il racconto "Pipì, o lo scimmiotto color rosa". Lorenzini morì improvvisamente a Firenze nel 1890 e venne seppellito nel cimitero monumentale di Santa Croce.

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