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Birdwatching alla diga di Montedoglio

Osservare gli uccelli in mezzo alla natura, una delle attività che coniugano relax e turismo en plein air

Valtiberina

Il birdwatching, che letteralmente significa “osservare gli uccelli”, è anche un pretesto per stare all’aria aperta e guardare con occhio più attento la bellezza della natura che ci circonda. In Valtiberina non si trovano punti di osservazione organizzati con le classiche casette, ma per osservare gli uccelli si può camminare lungo i sentieri che circondano la zona umida della diga di Montedoglio. Armati di pazienza, vestiti con un abbigliamento comodo e dai colori tenui per mimetizzarsi meglio nell’ambiente, muniti di binocolo e macchina fotografica in un’escursione sulle rive della diga non è difficile vedere fulmineo un martin pescatore che caccia, un colorato germano reale che spicca il volo oppure un cormorano che appena riemerso dal tuffo in acqua si appollaia sulle rocce o sui rami degli alberi con le ali aperte per farsi asciugare le penne. Alla diga di Montedoglio ci sono due aree dove praticare birdwatching. La prima è l’ANPIL Golene del Tevere, un’area protetta sul fiume a valle della diga dove ci sono numerosi laghetti che si sono formati in seguito alla dismissione di alcune cave di ghiaia. La vegetazione a cannucce e tife favorisce in quest’area la presenza regolare di diverse specie di uccelli e se si è fortunati si può scorgere il tarabusino, il martin pescatore, la folaga e il germano reale. La seconda area si trova lungo le sponde della diga di Montedoglio, nel tratto di circa 3 km compreso tra il ponte Singerna e Sigliano. Qui si possono individuare varie specie di anatre selvatiche e di uccelli: il germano reale, l’alzavola, il fistione turco, il moriglione, lo svasso maggiore, l’albanella reale, la strolaga, il gabbiano reale, il cormorano. Sono animali vestiti da mille sfumature colorate: dal verde brillante del piumaggio al giallo dei becchi, dal rosso carminio degli occhi ai curiosi e caratteristici collarini bianchi attorno al collo. Tra le canne o sul pelo dell’acqua si possono scorgere nidi, costruiti con cura e pazienza, semplici o elaborati come quello dello svasso maggiore, che costruisce una specie di “piatto” galleggiante ancorato alle erbe palustri. Sotto il sole o nel vento le giornate sono scandite da richiami, tuffi e voli. Il periodo consigliato per essere dei cosiddetti “birdwatcher” è da novembre a marzo, ma in ogni stagione c’è sempre qualche uccello che vola sul pelo dell’acqua.Un manuale di riconoscimento degli uccelli è uno strumento che potrà essere utile ai non esperti come senz’altro la compagnia di una guida ambientale specializzata nell’identificazione dei vari volatili.Il fascino del birdwatching consiste anche nel vivere il momento fugace dell’avvistamento e condividere con gli uccelli il loro senso di libertà.