All'Abetone il sentiero del tedesco

All’Abetone sul “sentiero del tedesco”

Un capitolo oscuro della storia italiana legato ai boschi appenninici

Durante la Prima Guerra Mondiale sulle Montagne che dividono Pistoia e Prato dai territori emiliani, si svolse una storia molto importante che coinvolse autorità civili e un buon numero di prigionieri austriaci catturati sui fronti alpini, che andarono a sostituire gli operai forestali impiegati al fronte.

L’esercito italiano aveva bisogno di legnami per la costruzione di tavolame, travi e correntame, particolarmente richiesti per la costruzione di ricoveri e di ponti. Il Corpo Reale delle Foreste decise dunque di creare dei campi di lavoro dove impiegare manodopera straniera proveniente dalle prigioni del fronte.

Un primo nucleo di prigionieri fu collocato nella Val di Luce e per collegare questa zona con il centro di Abetone fu realizzato un tracciato ancora oggi chiamato "il sentiero del tedesco". Accanto ai soldati austriaci erano impiegati anche operai italiani specializzati, che non potevano essere mandati in guerra per limiti di età. Essi abitavano in baracche come quelle costruite per gli austriaci, ma potevano andare a mangiare presso le famiglie locali.

Fu realizzata una teleferica per il trasporto dei tronchi d'abete e la segheria funzionava grazie a uno dei tanti impetuosi ruscelli che confluivano nel torrente Lima. Per tagliare le piante, furono impiegate seghe a mano, normalmente azionate da tre uomini.

Occorrevano piante d’alto fusto come querce, cerro, leccio, faggio e frassino che oltre che sul Monte Maiori vennero prelevate anche nella valle del Sestaione. I lavori riguardarono anche il territorio di Cantagallo sulla montagna pratese.

Esisteva ed esiste tutt’oggi come strada comunale una via “dei tedeschi” che dal borgo di Cantagallo (distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale) si ricongiungeva ai boschi della Limentra Orientale. I disboscamenti furono attuati con lungimiranza: dopo la fine del conflitto infatti le foreste ripresero i loro spazi, segno che i prelievi di legname erano stati attuati con criterio.
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