La Riserva naturale Acquerino Cantagallo
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La Riserva naturale Acquerino Cantagallo

Il territorio del Comune di Cantagallo si stende per circa 96 Kmq tra il lato destro del Bisenzio e la vallata del Limentra occidentale, su un territorio in gran parte montuoso, ai contrafforti della catena appenninica

Cantagallo
Siamo proprio nel cuore dell'Appennino Toscano, con altitudini comprese tra i 300 ed i 1100 metri , in un'area dove si susseguono acuti crinali separati da profonde vallate, dove il clima è sempre stemperato dalle ombrose foreste e dai tanti corsi d'acqua.  La maggior parte dei versanti, a partire dai 500/600 metri fino ai crinali più elevati, sono la caratteristica saliente del territorio e si tratta in massima parte di boschi cedui: in basso querce e castagno, in alto faggete, intercalate da antichi castagneti da frutto, che rappresentavano la principale risorsa alimentare ed economica per le popolazioni delle zone appenniniche fino agli anni '50 - '60 del secolo scorso.
Questi boschi erano stati in alcuni punti completante eliminati; ma oggi le grandi radure sono quasi del tutto rimboschite, mentre invece quelli che una volta erano pascoli oggi sono coperti da felceti o talvolta rimboschiti con conifere. Nelle zone più basse dove il clima e la morfologia del terreno consentono una certa attività agricola, si trovano terrazzamenti e ricchi oliveti che producono un olio davvero speciale, poichè siamo alle ultime propaggini dove l'olivo può essere coltivato. Meritano di essere evidenziate: la valle delle Barbe quasi al centro della foresta demaniale dell'Acquerino- Luogomano, dove si alternano faggete, piante resinose e prati o pascoli nei quali è facile scorgere branchi di cervi al pascolo, la Cascina di Spedaletto con i boschi di faggi secolari, la valle del Carigiola, i castagneti da frutto ancora in coltivazione nella zona di Migliana, il Faggione di Luogomano che spicca tra le tante piante monumentali.
Nelle zone meno antropizzate si trova a tutt'oggi una fauna, ed un'avifauna, piuttosto ricca: cervo,capriolo e cinghiale, volpe, faina, scoiattolo, istrice, fringuello, codibugnolo, cinciallegra, luì, picchio muratore, cuculo, merlo acquaiolo, poiana, astor, biacco, vipera, orbettino e nei fiumi trote, ghiozzi comuni, barbi e gamberi d'acqua dolce.

 

Oggi il demanio che si estende nel territorio del Comune di Cantagallo, verso il confine con la Provincia di Pistoia, segna quasi fedelmente i confini della riserva naturale Acquerino - Cantagallo, recentemente istituita, e che ha la forma di un quadrilatero i cui vertici sono rappresentati dalla Cascina di Spedaletto, i paesi di Monachino e di Cantagallo ed il Monte delle Cavallaie.
La Riserva Naturale Acquerino - Cantagallo è punto di forza del potenziamento dello sviluppo turistico del Comune, turismo che non può che essere turismo ambientale o più precisamente naturalistico, rispettando la vocazione di queste aree.
La Riserva Naturale, così come tutta la zona della Valle del Bisenzio, può essere visitata durante tutto l'anno. Il visitatore troverà ambienti naturali di grande bellezza, importanti testimonianze della presenza dell'uomo, tradizioni locali, artigianato e gastronomia, il tutto a mostrare la stretta relazione tra ambiente, paesaggio e presenza umana. Nel paese di cantagallo è ubicato il Centro Visite della Riserva, a cui ci si può rivolgere per avere informazioni ed organizzare escursioni.  E' importante segnalare che il Comune di Cantagallo, per valorizzare il proprio territorio interessato dalla coltura del castagno e per favorire l'attività di produzione e commercializzazione dei prodotti derivati da tale coltura, ha aderito alla Associazione Nazionale "Città del Castagno".

(Fonte: Comune di Cantagallo)

Cantagallo
Alla scoperta di boschi incontaminati e alberi maestosi
La caratteristica più notevole di Cantagallo è quella di essere un territorio immerso in un panorama di foreste, non prive di tratti incantevoli e a sprazzi dominate da faggete e castagneti, oltre alle classiche conifere e ai tratti boschivi misti, non privi però di esemplari monumentali, come il secolare Faggione di Luogomano – la cui chioma copre l’incredibile superficie di circa 900 metri ...
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