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Riserva Naturale Senese di Castelvecchio

La presenza del rarissimo falco pellegrino rende la Riserva una delle più caratteristiche

San Gimignano
La Riserva Naturale Castelvecchio è situata in Val d’Elsa, pochi chilometri ad occidente di S. Gimignano, e include il versante occidentale di Poggio del Comune (624 m), prolungandosi poi a sud a comprendere, a 379 m di quota, lo sperone roccioso sede delle suggestive rovine di Castelvecchio, importante roccaforte medievale difesa naturalmente dai profondi e incassati solchi vallivi del Botro di Castelvecchio e del Botro della Libaia, due torrenti subaffluenti del fiume Elsa.
 

La particolare morfologia e la natura calcarea di quasi tutta la superficie della Riserva hanno fortemente influenzato la vegetazione, rendendola molto eterogenea. Accanto al querceto misto a cerro e roverella che ricopre gran parte della Riserva nelle pendenze più dolci, compare una bellissima macchia mediterranea sui più aspri crinali calcarei, caratterizzata dalla presenza dell’erica multiflora, pianta tipica dei terreni calcarei costieri ma molto rara all’interno. Negli stretti solchi vallivi del Botro della Libaia e del Botro di Castelvecchio lo scarso soleggiamento causa un interessante fenomeno di inversione termica, che permette l’esistenza nel fondovalle di faggi e aceri montani, normalmente caratteristici di altitudini maggiori, e di numerosi esemplari di tasso, un albero molto raro, residuo della vegetazione esistente alcuni milioni di anni fa.

Gli affioramenti rocciosi, numerosi soprattutto nella parte meridionale della Riserva, anche con pareti a strapiombo, introducono un forte elemento di diversità ambientale, importante per la fauna. Le pareti rocciose su cui sorgono le rovine di Castelvecchio costituiscono infatti un ambiente adatto per il rarissimo falco pellegrino, che frequenta la Riserva in inverno. La presenza di rocce calcaree affioranti è inoltre determinante per Solatopupa juliana, un mollusco gasteropode esclusivo degli affioramenti calcarei della Toscana, della Liguria orientale e dell’Alto Lazio.

I tratti più pianeggianti delle colline calcaree, un tempo coltivati, come testimoniano i poderi abbandonati sparsi nella zona, sono oggi ricoperti da fitti arbusteti che insieme ai pascoli e alle aree agricole circostanti la Riserva forniscono cibo a numerosi uccelli, tra i quali il raro biancone, che vi trova i serpenti di cui si nutre in maniera quasi esclusiva, l’averla piccola, il saltimpalo e il codirosso, tre passeriformi in preoccupante diminuzione a causa delle trasformazioni del paesaggio subentrate con l’agricoltura intensiva.

(Articolo a cura della Provincia di Siena)

Accesso persone diversamente abili: solo in parte
Accogliena qualificata: no
Disponibilità altro personale: no
Presenza mezzi di trasporto: no
Sentieri specifici: no
Altri sentieri accessibili:
Caratteristioche altitudine:
Accessibilità centro visita:
non esistente

Per approfondimenti: http://www.turismopertutti.terresiena.it/  

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