Palazzo Datini
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Palazzo Datini, Prato

Residenza di un grande commerciante toscano

Prato

Residenza del celebre mercante Francesco Datini, uno dei più ricchi commercianti della sua epoca grazie alla sua attività che dal commercio di armi, gioeielli e spezie amplia notevolmente i suoi traffici verso le principali  rotte con la commercializzazione di lana e stoffe pratesi e non solo.  La sua compagnia tessile - finanziaria aveva filiali in Italia e all'estero, in tutto il mediterraneo fino in Egitto. Il palazzo, nei pressi di porta Fuia è la sede principale delle sue operazioni e ha offerto ospitalità a molti personaggi illustri dell'epoca come Gonzaga e il re di Sicilia Luigi II d'Angiò. 

La casa fu acquistata nel 1354 e intorno al 1390 viene affidata alla decorazione del pittore Niccolò di Pietro Gerini e alla sua bottega, a questo artista dobbiamo il San Cristoforo e il ciclo di affreschi dipinti nella corte. Nelle altre sale troviamo la mano anche di altri pittori come Agnolo Gaddi, Niccolò Gerini, Bartolomeo di Bertozzo e Tommaso del Mazza.

Dal portone principale si accede al corridoio che introduce nella sala delle udienze e sul fondo si trova il cortile con pozzo e un portico a due navate. Il secondo portale dà accesso all'Archivio di Stato dove sono conservati gli importanti fondi archivistici e l'intero Archivio Datini, il più ricco e completo di corrispondenza e di registri mercantili esistente al mondo, fonte basilare della storia economica del tardo Medioevo. Dopo la morte del comemrciante tutte le carte del suo archivio vennero murate nel palazzo ma vengono ritrovate nel XIX secolo. Vi sono custoditi migliaia di libri contabili, campionari tessili lettere commerciali, lettere private, una completezza e una ricchezza tale da farlo considerare il più importante archivio mercantile medievale d'Europa.

 

 

 

 

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