Il sentiero della Bonifica: la Chiusa dei Monaci - Trequanda
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La Chiusa dei Monaci

Lungo il sentiero della bonifica

Valdichiana

Sina dal 1115 è documentata la presenza nel fiume Clanis di una Chiusa per derivare le acque necessarie ai mulini e alle gualchiere sottostanti. Fu costruita dai monaci Benedettini dell'Abbazia della SS Flora e Lucilla a cui appartenne sino al 1797, quando fu acquistaat dall'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano per conto di Pietro Leopoldo, Granducca di Toscana. La chiusa era ubicata circa 100 metri più a valle della posizione attuale presso la stretta morfologica di Ponte a Chiani che chiude a Nord la Valdichiana, il cui fondovalle fu a lungo coperto da una vasta palude.

La sua presenza fu per secoli oggetto di discussioni tra coloro che ritenevano l'opera indispensabile per regolare durante le piene lo scarico delle acque della Chiana in Arno per non incrementarne in modo significativo la portata al colmo, che avrebbe pregiudicato le gravi condizioni a rischio idraulico incombenti sulla città di Firenze e coloro che sostenevano la tesi contraria. Prevalse la prima convinzione perciò durante la bonifica colmarono i terreni palustri, favorendo il deposito del materiale  solido trasportato dai torrenti in appositi recinti "colmate" piuttosto che essiccarli con l'escavazione di canali. Furono anche dotate di paratoie la Chiusa dei Monaci che le arcate dei Ponti Arezzo, per regolare lo scarico a valle delle acque di piena trattenendo  temporaneamente a monte i volumi in esubero. Per questo motivo ogni volta che si ritenne opportuno demolire la Chiusa o questa fu asportata dalle pine fu provveduto a ricostruirla senza abbassarne l'altezza.

Agli inizi del XIX secolo l'ing. Alessandro Manetti, dopo aver dimostrato che le piene della Chiana non creavano problemi per i territori circostanti, procedè alla demolizione dell'opera abbassandola di due metri e ridotta in altezza per altri 10 metri poco dopo, ciò permise di provvedere all'approfondimento e all'allargamento del Canale Maestro della Chiana sino a dargli l'assetto definitivo. L'opera attuale presente è quella che l'ingegnere realizzò nel 1839.