Il sentiero della Bonifica: canale Maestro della Chiana - Chiusi
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Ponte e Porto alla Nave

Testimonianza del commercio fluviale

Arezzo

In una mappa del XIV secolo è stato raffigurato il Ponte alla Nave come un manufatto a due luci con pila centrale a forma esagonale e con un impalcato in legno. La presenza di quest'opera è confermata nella mappe stilate da Lonardo da Vinci nel 1502 e da Gherardo Meghini tra il 1592 e il 1595. In quest'ultimo documento appare chiaramente che il ponte era stato costruito in legname, tanto è vero che successivamente per disposizione di Cosimo II l'opera fu demolita e ricostruita con un solo arco, ne è la prova la mappa che lo raffigura nel 1646.

Jacopo Gugliantini nel 1815 disegna l'alzato sud del ponte da cui si deduce che l'opera sarebbe giunta immodificata sino alla metà del XIX secolo. Con i primi lavori di approfondimento ed adeguatamento della sezione idraulica del Canale maestro, il ponte fu demolito e ricostruito in legname. Ultimato l'intervento, tra il 1882 e il 1890, l'opera fu ricostruita con pile in muratura e dimpalcato in travature di ferro che, distrutto da evtni bellici, è sttao ricostruito in cemento armato.

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Da tempi remoti è presente adiacente al ponte un porto fluviale, come attracco alle barche provenienti dall'estremo sud della palude e del Canale maestro che scaricavano i prodotti, soprattutto delle fattorie Granducali e dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. I prodotti erano stoccati nel vicino magazzino, costruito nel 1781 dagli affittuari delle fattorie dell'Ordine, per essere poi inoltrati nei mercati di Arezzo, del Valdarno superiore e soprattutto di Firenze. Il fabbricato, accorciato durante i lavori di allargamento del Canale Maestro, è stato restaurato da conservare l'aspetto architettonico originario così da testimoniare l'importanza che rivestì la località sino a metà del XIX secolo quando il Canale Maestro cessò di essere utilizzato per il trasporto fluviale.

 

Arezzo
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